BLOG | Bisceglie Approdi, le perdite socializzate e gli utili prodotti da un ridimensionamento

Attualità / BLOG / U maere stè a Vescegghie? // Scritto da Mario Lamanuzzi // 4 dicembre 2015

BLOG | Bisceglie Approdi, le perdite socializzate e gli utili prodotti da un ridimensionamento


Mario

Bisceglie Approdi, la società che gestisce il porto turistico, è diventata quasi completamente di proprietà pubblica due anni fa, quando il principale socio privato (la Marinabi srl) decise di mettere in vendita le sue quote e il comune fece valere il suo diritto di prelazione acquistandole al costo di 390.000 euro.

Nell’esercizio 2014 c’è stata la drastica riduzione del capitale sociale, attraverso la copertura delle perdite accumulate fino ad allora (circa 800.000 euro). Con una partita di giro, il comune ha praticamente pagato la sua parte di riduzione del capitale sociale all’ex socio privato e quest’ultimo ha incassato la metà del capitale versato, proprio per effetto della riduzione dovuta alla copertura delle perdite.

C’è stata a febbraio di quest’anno l’iniziativa dell’aumento di capitale mediante il lancio al pubblico della sottoscrizione di azioni, ma al momento il capitale rimane invariato, dimezzato cioè dalla copertura delle perdite degli anni precedenti.

Ci si è chiesti se valesse la pena per il comune impegnare una somma così importante per diventare praticamente il proprietario unico della società (c’è solo una piccola quota di poche migliaia di euro ancora in mano al Bastione srl).

Le notizie accertate finora sono queste:

  • Bisceglie Approdi non genera altre perdite;
  • Bisceglie Approdi ha anzi avuto un utile di 38.000 euro nell’esercizio 2014;
  • l’utile è dovuto ad un forte ridimensionamento della società e della struttura del porto con mancato rinnovo dei contratti al personale che lavorava a tempo determinato, chiusura della darsena di nord-ovest, risparmi su spese gestionali e amministrative. Tanto è vero che (e si arriva al punto 4)
  • i ricavi sono diminuiti rispetto all’anno precedente.

Abbiamo oggi dunque un porto turistico più piccolo, meno ambizioso, sicuramente (per vedere il bicchiere mezzo pieno) meno sprecone.

E se i conti sono tornati a posto piangendoci come biscegliesi quei 390.000 euro che per la partita di giro di cui sopra, sono andati a ripianare le perdite di cattive gestioni degli ultimi anni, il futuro viene visto così dalla relazione della società al bilancio: «È indubbio che l’apertura del porto di Manfredonia e di Polignano e il miglioramento della struttura di Vieste creeranno tensioni e preoccupazioni alla nostra gestione e si cercherà di trovare sinergie con questi porti pugliesi soprattutto nell’ambito del più ampio progetto del “marina resort”». E i turisti che dovrebbero arrivare in barca? La risposta è proprio nella relazione: «L’ormeggio dei diportisti in transito è sostanzialmente irrilevante se non nullo, come è sempre stato nella storia recente di Bisceglie Approdi né si può contare su tale aspetto in termini di consistenti miglioramenti del fatturato».

Mario Lamanuzzi

Chi è Mario Lamanuzzi

Da oltre 25 anni si occupa di giornalismo locale. Cofondatore de "La Diretta", nel 1999 ha fondato “Bisceglie quindici giorni”, dirigendolo fino al 2003. Ha diretto, in passato, anche i portali Bisceglielive e Molfettalive.




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