Bisceglie, c’è qualcosa che non quadra

Sport // Scritto da Vito Troilo // 20 novembre 2016

Bisceglie, c’è qualcosa che non quadra

Deludente pari casalingo con un Potenza incerottato e in piena crisi tecnica. Tanta paura ma niente di grave per il difensore Delvino, infortunatosi in uno scontro aereo

Bisceglie-Potenza 1-1

Bisceglie: Calandra, Delvino (dal 41° Biancola), Pistola, Risolo, Petta, D’Aiello, Partipilo (dal 75° Agodirin), Velardi (dal 64° Diop), Lattanzio, Montinaro, Montaldi. Allenatore: Nicola Ragno. A disposizione: Testa, Miale, Di Cosmo, Petitti, Cassano, Prinari.
Potenza: Napoli, Guarino, Proietti (dal 46° Claps), D’Allocco, Ungaro, Verruschi (dal 66° Villa), Lucchese (dall’83° Guardiglio), Forgione, Apicella, Todino, Pagano. Allenatore: Giuseppe Catalano. A disposizione: Sutalo, Cerone, Sinisgalli, Mautone.
Terna arbitrale: Gualtieri di Asti (Savino di Torre Annunziata, Turiello di Napoli).
Reti: 58° Montaldi, 78° Ungaro.
Note: spettatori 1000. Calci d’angolo: 6-5. Ammoniti: Verruschi, Montaldi, D’Aiello, Guarino.

Quando il raccolto è inferiore alle aspettative è doveroso porsi delle domande. Questo Bisceglie se le dovrà fare, perché lasciare quattro punti in una fase così delicata del campionato, a poche settimane dalla riapertura del calciomercato, è peccato imperdonabile.

L’1-1 casalingo col Potenza è frutto di una prestazione tutt’altro che brillante e riapre, piuttosto che rimarginare, la ferita ancora dolorante della beffa di Francavilla. Questa volta non una prodezza degli avversari come nel caso della punizione di Sekkoum ma il clamoroso errore di valutazione del portiere Calandra, che sbagliando l’uscita ha regalato a Ungaro la più semplice delle inzuccate, è la zavorra che ha impedito al collettivo stellato di volare a una sola lunghezza dal primo posto nel girone H.

Eppure le premesse per centrare la settima vittoria c’erano tutte, dalla comprensibile rabbia per l’amaro finale della domenica precedente alla crisi tecnica dei rossoblu, guidati in panchina dal preparatore dei portieri Giuseppe Catalano in attesa che la contestatissima coppia Vertolomo-Vangone scelga un nuovo tecnico col quale proseguire la stagione per rimpiazzare l’esonerato Egidio Pirozzi. Della squadra imbarazzante che in 35 minuti si è fatta segnare cinque gol dal Madrepietra neppure l’ombra: il Potenza ha mostrato le unghie e nei primi 25 minuti ha fatto la partita, pur senza mai rendersi pericoloso.

Il Bisceglie, che al contrario ha approcciato malissimo la contesa, ha cercato di alzare i ritmi nella seconda metà del primo tempo: imprecise la torsione di Petta al 26° su cross di Montinaro e la conclusione di Lattanzio su servizio di Partipilo al 31°. Una velenosa punizione di Montinaro al 34° ha trovato la testa di Velardi che dall’interno dell’area ha mandato il pallone alto. Momenti di paura al 36°: scontro aereo fra Apicella e Delvino. Botta tremenda per il terzino nerazzurro, rimasto a terra e per alcuni secondi privo di sensi. Trasportato in ospedale, i successivi accertamenti hanno escluso qualsiasi conseguenza per la salute del giovane calciatore bitontino. Primo timido segnale di vitalità offensiva degli ospiti con un destro a giro di Todino su calcio piazzato a lato. Forcing dei padroni di casa nei cinque minuti di recupero del primo tempo: destro in corsa di Montinaro respinto coi pugni da Napoli, che si è opposto d’istinto, al 46°, sulla botta di Velardi sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il pallone, ribattuto dal portiere ospite, è stato colpito di testa da Partipilo a botta sicura ma la sua mira si è rivelata imprecisa. Un’altra incornata, questa volta di Montaldi al 49° su traversone dalla sinistra, è terminata alta.

L’uscita di Proietti (che stoicamente ha giocato i primi 45 minuti pur non essendo in condizione) ha cambiato volto ai viaggianti, che con l’ingresso dell’attaccante junior Claps ha abbassato Apicella da centravanti a esterno difensivo, facendo di necessità virtù alle defezioni del mediano Esposito e del terzino Pettinelli, squalificati. Ripresa aperta dalla girata alta di Montaldi su calcio d’angolo, preludio alla rete che, al 58°, ha sbloccato il risultato: cross di Montinaro e bolide imprendibile dell’attaccante argentino, . La partita è sembrata mettersi in discesa per il team di Nicola Ragno, che per tre volte, con l’attivissimo Partipilo, ha provato a pungere alla ricerca del raddoppio: rasoiata sul fondo al 63°, tirocross insidioso al 69°, lob senza fortuna al 71°. L’incredibile si è materializzato al 78°: innocuo e telefonato fendente di Todino, uscita a vuoto e fuori tempo di Calandra, pallone sulla testa di Ungaro che a porta sguarnita ha messo a segno l’1-1. Nei restanti dodici minuti e nei miseri 120 secondi di recupero concessi dall’arbitro il Bisceglie, psicologicamente devastato, non è neppure riuscito a rendersi pericoloso. C’è qualcosa che non quadra.

Nella foto di Emmanuele Mastrodonato il difensore nerazzurro Fabio Delvino

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Sport // Scritto da Vito Troilo // 20 novembre 2016