Bisceglie-Arabia Saudita, i Verdi: «Assurdo il sigillo della nostra città all’ambasciatore di un paese in cui vige la pena di morte»

Politica // Scritto da Vito Troilo // 1 ottobre 2015

Bisceglie-Arabia Saudita, i Verdi: «Assurdo il sigillo della nostra città all’ambasciatore di un paese in cui vige la pena di morte»


Gli esponenti del movimento politico ambientalista propongono una protesta del comune nei confronti del governo di Riad, primo al mondo per esecuzioni capitali nel 2015

Maurizio Parisi, componente dell’esecutivo regionale dei Verdi, attacca l’amministrazione comunale di Bisceglie per la presenza, rilevata da Bisceglie in diretta (link), a un evento inserito nelle celebrazioni per la ricorrenza della Festa Nazionale dell’Arabia Saudita, stato che, come noto, ha ancora in vigore la pena capitale. L’esponente del movimento politico ambientalista sottolinea la circostanza e diffonde l’appello di Amnesty International per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul tema, in particolare riferendosi al caso di un giovane attivista cui è stata comminata la condanna a morte. Parisi chiede al comune di Bisceglie di elevare una protesta formale nei confronti dell’ambasciatore di Riad in Italia.

«Restiamo basiti nell’apprendere dalla stampa locale che mentre è in corso una mobilitazione internazionale per salvare la vita di Ali al Nimr la città di Bisceglie ha partecipato con due suoi rappresentati, Gianni Abascià e Rachele Barra, al ricevimento svolto a Roma il 29 settembre scorso in occasione della ricorrenza della Festa Nazionale dell’Arabia Saudita.

Il giovane Ali al Nimr, accusato di partecipazione a manifestazioni antigovernative attacco alle forze di sicurezza, rapina a mano armata e possesso di un mitra, è stato condannato a morte dalla Corte penale speciale e dalla Corte suprema dell’Arabia Saudita. La condanna, come riportato da Amnesty International, sarebbe stata emessa sulla base di una confessione estorta con torture e  maltrattamenti. Ricordiamo che l’Arabia Saudita detiene il non invidiabile primato mondiale di esecuzioni capitali: 114 nei primi otto mesi del 2015 come riportato dall’organizzazione non governativa Nessuno tocchi Caino. Ancor più assurda ci sembra la decisione di consegnare all’ambasciatore saudita il sigillo della città di Bisceglie.

I Verdi di Bisceglie chiedono al sindaco e presidente della provincia Francesco Spina e all’amministrazione comunale di inoltrare urgentemente una nota di protesta all’ambasciatore saudita per il mancato rispetto dei diritti umani nel suo paese e per l’annullamento della sentenza di condanna a morte del giovane Ali al Nimr. Chiediamo inoltre a tutti i cittadini biscegliesi di firmare l’appello di Amnesty International  di cui riportiamo il testo integrale.

“Il 14 febbraio 2012, Ali Mohammed Baqir al-Nimr17 anni, è stato arrestato e condotto presso la Direzione generale delle indagini (Gdi) del carcere di Dammam, nella provincia orientale dell’Arabia Saudita. Non ha potuto vedere il suo avvocato e ha riferito di essere stato torturato da ufficiali della Gdi affinché firmasse una “confessione”.
È stato detenuto nel centro di riabilitazione giovanile Dar al-Mulahaza per un anno e,  a 18 anni, riportato nella Gdi di Damman.
Il 27 maggio 2014Ali al-Nimr è stato condannato a morte dal tribunale penale speciale di Gedda per reati che includono la “partecipazione a manifestazioni antigovernative”, attacco alle forze di sicurezza, rapina a mano armata e possesso di un mitra. Il tribunale si sarebbe basato sulla “confessione” estorta con la tortura e maltrattamenti e su cui si è rifiutato di indagare.
La sentenza è stata confermata dai giudici di appello presso la Corte penale speciale (Scc) e della Corte suprema. Questo riferisce la famiglia che da poco ha appreso la notizia della decisione.
Ad agosto 2015 il caso era stato inviato al ministro dell’Interno per dare attuazione alla sentenza.
Ali al-Nimr è un attivista scita e nipote dell’eminente religioso sciita Sheikh Nimr Baqir al-Nimr, di al-Awamiyya in Qatif, nella zona orientale dell’Arabia Saudita, condannato a morte dal tribunale penale speciale il 15 ottobre 2014.
Ha esaurito ogni possibilità di appello e può essere messo a morte appena il re ratifica la condanna!”

Infine rivolgiamo un appello a tutte le associazioni e ai partiti per la creazione di un presidio qualora l’ambasciatore saudita dovesse far visita alla nostra città a seguito dell’invito rivoltogli dai nostri rappresentanti istituzionali».

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 1 ottobre 2015