BAT-FOGGIA: E SE FACESSIMO UNA REGIONE?

Attualità / Politica // Scritto da Serena Ferrara // 29 ottobre 2012

BAT-FOGGIA: E SE FACESSIMO UNA REGIONE?


La provocazione dell’assessore provinciale Pompeo Camero. 

 

“Non si sono rimarginate ancora le ferite lasciate alle popolazioni dei 10 comuni della BAT dall’atteggiamento disinvolto

assunto il 22 ottobre scorso dalla Regione Puglia, con l’approvazione della relazione dell’Assessore Dentamaro, che già il cantiere istituzionale italiano si arricchisce di nuove intuizioni, frutto dell’immaginario collettivo.

Il Governo Monti ha posto come requisiti minimi per la sopravvivenza delle province, una superficie di 2.500 kmq ed una popolazione di 350.000 abitanti. La giovane sesta provincia pugliese, ultima nata, ma destinata ad incidere sulle statistiche della mortalità istituzionale infantile, ha una superficie di 1.543 kmq abitata da 392.863 cittadini. Abbiamo cioè popolazione sovrabbondante ma ci manca terreno sufficiente per costituir rilievo d’area vasta, secondo i parametri del Governo tecnico.

Entrando la BAT nel territorio foggiano, da mostro a tre teste, trasformerebbe il nuovo contesto territoriale nella provincia più grande in Italia.

Sorge spontaneo chiedersi, dunque, se per caso non stiamo per diventar regione … a nostra insaputa. Scorriamo la

Costituzione e scorgiamo all’art. 132 che “ Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli Regionali, disporre … omissis …la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli Comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”.

Considerato che la futura Provincia di Foggia conterà completivamente 1.032.732 abitanti (639.869 + 392.863), per una superficie di 8.508 kmq, sussistono tutti i presupposti per rivendicare la creazione di una nuova regione. E’ sufficiente che all’indomani dell’accorpamento i dieci comuni della BAT ne facciano richiesta, poiché già con i propri 392.863 abitanti è superato quel terzo della popolazione prescritto dalla Carta Costituzionale, ovverosia 344.244 abitanti (1.032.732 : 3), per inoltrare l’istanza ed avviare la proposta soggetta a referendum.

In relazione poi all’approvazione della proposta stessa da parte della maggioranza della popolazione della futura provincia foggiana attraverso un referendum, per superare anche questo ostacolo è sufficiente il consenso di 516.366 abitanti (1.032.732 : 2). Impresa possibilissima! Insomma, potremmo dire che stiamo per morire come provincia ma … avremmo tutte

D’altronde, una rapida comparazione con altre Regioni ci fa scoprire che la popolazione della futura provincia foggiana, o della ipotizzata Regione Dauna, sarebbe superiore all’Umbria (907.781 abitanti), alla Basilicata (586.913 abitanti), al Molise (319.612 abitanti), alla Valle D’Aosta (128.376 abitanti) ed al Trentino Alto Adige (1.030.534 abitanti). le carte in regola per rinascere come regione.

Un’ulteriore comparazione con la superficie, anche se non richiesta dalla ricordata norma costituzionale, ci conferma che un’eventuale Regione della Daunia, con i suoi 8.508 kmq complessivi, sarebbe superiore alla Liguria (5.422 kmq), al Friuli Venezia Giulia (7.858 kmq), all’Umbria (8.456 kmq), al Molise (4.438 kmq) alla Valle d’Aosta (3.263 kmq) e molto prossima all’estensione della Basilicata e dell’Abruzzo.

All’insegna di questi dati concreti, non credo convenga al Ministro Patroni Griffi recitare anzitempo il “de profundis” della BAT, anche perché il risparmio per la soppressione della nostra provincia, potrebbe trasformarsi di conseguenza in una spesa ben maggiore con la possibile nascita di una nuova regione, che provocherebbe, come effetto a catena, analoga iniziativa da parte del Salento”.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Politica // Scritto da Serena Ferrara // 29 ottobre 2012