Banchi di nebbia, il nuovo libro della biscegliese Malusa Kosgran

Cultura // Scritto da Cristina Giovenale // 26 gennaio 2016

Banchi di nebbia, il nuovo libro della biscegliese Malusa Kosgran

Malusa è lo pseudonimo di Giustina Porcelli

Giustina Porcelli intervista

L’intervista del 2013 a Giustina Porcelli, sull’allora Diretta Nuova

Nel 2013 la intervistammo per il numero 121 dell’allora La Diretta Nuova, perché pubblicò la preview di un suo manoscritto inedito, Scomparso a Milano, sulle pagine del blog de il Fatto Quotidiano (link qui). Parliamo di Giustina Porcelli, milanese d’adozione ma oriunda biscegliese. Fumettista, autrice, illustratrice e blogger, a oggi Giustina non vive più a Milano ma è tornata a Bisceglie, lavora con lo pseudonimo di Malusa Kosgran, ma soprattutto è appena uscito un suo nuovo libro, Banchi di Nebbia; una raccolta di dieci racconti edito da Epika Edizioni, la cui copertina è dell’illustratrice biscegliese Patrizia Mastrapasqua.

Malusa foto

L’autrice Giustina Porcelli, in arte Malusa Kosgran

La scelta dello pseudonimo nasce da vicissitudini personali: «Dopo vent’anni trascorsi a Milano, un paio di anni fa sono tornata a vivere a Bisceglie. In realtà, la mia vita lavorativa non è cambiata granché: prima vivevo a Milano e scendevo per affetto. Ora è pressoché il contrario: a parte qualche contatto di lavoro, a Milano ho lasciato una manciata di amici grandiosi che ogni tanto devo andare a trovare. Anche se non ho appuntamenti in calendario. delle volte nella vita accadono delle cose che, generalmente, portano una donna a… che ne so, farsi bionda. Non essendo ancora pronta per un passo tanto impegnativo, ho deciso di cambiare nome. Il copywriter di Malusa è mio nipote Mauro: quando aveva poco più di tre anni mi ha chiamata zia Malusa (non sapeva pronunciare Medusa, la cattiva di Bianca e Bernie). L’ho adorato e adottato. Il nome, non il nipote. Kosgran nasce dal refuso di una parola in serbo ad opera di un altro Mauro (un po’ più grande): uno pseudonimo nato per errore non poteva che essere il mio nome d’arte» ha spiegato Malusa.

Fil rouge dei dieci racconti di Banchi di Nebbia è la memoria: «Questo tema mi ha sempre affascinata molto: la memoria»– commenta l’autrice «la memoria persa, trovata, modificata, inseguita, il primo racconto fu Auxopsyce: lo scrissi per Fantastichandicap, un concorso di scrittura indetto dalla città di Ferrara, che mi premiò con una segnalazione. Gli altri nove sono venuti a ruota, ma senza fretta. Più passa il tempo e più mi rendo conto che la formula del racconto è pazzesca: condensare una storia in poche pagine non è facile, soprattutto se l’intenzione è quella di descrivere un’idea o un’emozione privata in modo che sia comprensibile a più persone possibili, non a una cerchia limitata. O a nessuno! Epika Edizioni ha colto le mie intenzioni: ogni tanto capita… per fortuna».

Per la presentazione del libro è previsto un tour di dieci incontri sparpagliati fra Bisceglie e città limitrofe, spostandosi poi in giro per lo stivale a Bologna, Parma e Milano. Per diversificare le presentazioni, ognuna avrà come protagonista uno dei dieci racconti. Epika edizioni proporrà sia una copia cartacea che digitale del libro, per maggiori informazioni visitare il blog di Malusa (link qui)

Cristina Giovenale

Chi è Cristina Giovenale

Giornalista pubblicista dal 2009, laureata con lode in Filologia Moderna collabora con Biscegliendiretta dal 2006. Ha lavorato come giornalista per l'ATS-agenzia telegrafica Svizzera e per l'ufficio stampa dell'ambasciata d'Italia a Berna. Ha anche collaborato con il Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della sera.




Cultura // Scritto da Cristina Giovenale // 26 gennaio 2016