Area Marina Protetta Grotte di Ripalta–Torre Calderina: partiti i lavori dell’ISPRA

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 26 luglio 2014

Area Marina Protetta Grotte di Ripalta–Torre Calderina: partiti i lavori dell’ISPRA


In serata a Molfetta, un dibattito con Goletta Verde

Sull’area marina protetta Grotte di Ripalta  Torre Calderina, si fa sul serio. Nella giornata di venerdì 25 luglio, sono intervenuti per un primo sopralluogo in situ, i tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Prima fase dei lavori, il monitoraggio delle acque prospicienti il litorale tra Bisceglie e Molfetta. Presenti, i sindaci e gli assessori all’urbanistica dei due Comuni, che si sono dati appuntamento a breve, per il prosieguo dei lavori.

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«È forse questa l’unica notizia positiva in un panorama locale a dir poco sconfortante» – commenta il WWF regionale, che ci tiene a precisare terminologicamente alcuni dettagli. Specificando che l'”oasi” è progetto fallito da tempo e che ben altro ci si aspetta da un’area marina protetta (AMP),  la direzione regionale dell’associazione ambientalista tenta di dare a Cesare quel che ritiene di Cesare, fornendo una propria spiegazione allo stato di cose.

Frattanto di prospettive di salvaguardia e miglioramento dell’area, si parlerà questa sera sabato 26 luglio, presso la Banchina Seminario (Duomo di Molfetta) dove attraccherà Goletta Verde. Alla tavola rotonda, in programma alle 19.30, interverranno: Francesco Boccia (presidente della Commissione Bilancio, Camera dei Deputati); Angela Barbanente (vicepresidente regione Puglia); Paola Natalicchio (sindaco di Molfetta); Francesco Spina (sindaco di Bisceglie); Sebastiano Venneri (responsabile nazionale Mare Legambiente); Feliciana De Trizio (Legambiente Molfetta)Il dibattito sarà moderato da Francesco Tarantini (presidente Legambiente Puglia).

«Assistiamo a tentativi maldestri di sminuire e screditare il valore dell’istituenda Area Marina Protetta. A giorni alterni lo pseudo ambientalista di turno ci parla di una carcassa di tartaruga piaggiata sulla battigia, o di uno scarico fognario maleodorante nello stesso punto, o di una spiaggetta di pochi metri quadri ripulita, al solo scopo di ergersi protagonista della storia ma dimenticando che l’AMP riguarda migliaia di ettari di mare, a perdita d’occhio.

È questo il punto: perché si continua (furbescamente) a parlare di “Oasi di Torre Calderina”? In realtà il progetto dell’Oasi “terrestre” è fallito da almeno un decennio ed inoltre la località di Torre Calderina che non ha nulla da esprimere, naturalisticamente parlando. Anzi proprio quella zona è la più antropizzata della costa e la maggiormente inquinata. Anacronistico insistere su un concetto oramai superato.
La spiegazione è semplice: con l’iscrizione di Grotte di Ripalta (Torre Calderina) nella lista delle aree di reperimento candidate a diventare AMP, tutti coloro che sin ad allora avevano fallito nel perseguire progetti, interessi e proposte sulla costa prospiciente hanno ripreso fiato e hanno ricominciato a suonare il trombone, riproponendo la stessa minestra bollita che, purtroppo per loro, non ha nulla a che vedere con la AMP.
Per questo siamo preoccupati. Se è pur vero che il processo istitutivo dell’AMP ha avuto inizio, con queste premesse si rischia di fare un bel pasticcio, vanificando tutti gli sforzi di chi ha lavorato alacremente per realizzare un sogno: la coalizione di centro sinistra di Bisceglie ed in particolare l’On.le Francesco Boccia, il WWF Regionale Puglia, Angelantonio Angarano candidato Sindaco, il Forum Regionale e Provinciale Bat del PD e il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 26 luglio 2014