Applausi e commozione al teatro don Sturzo in ricordo di Cetta Rocco

Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 10 febbraio 2016

Applausi e commozione al teatro don Sturzo in ricordo di Cetta Rocco

Un concerto in memoria dell’amata insegnante di musica

Forse è proprio vero che le persone non muoiono mai del tutto, ma lasciano sulla terra una parte di loro che ciascuno serba nel proprio cuore.

L’amore dei familiari, la stima di amici e colleghi, l’affetto degli alunni e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla, uniti alle dolci melodie suonate per l’occasione, hanno reso il concerto in memoria dell’insegnante Cetta Rocco, un evento particolarmente toccante.

Emozioni forti e profonda commozione hanno accompagnato, martedì 9 febbraio, nella cornice del teatro Don Sturzo, uno spettacolo intenso ed appassionato, diretto dalla violinista Giulia Buccarella e dal pianista Giuseppe Campagnola. Un programma di sala aperto dalle note dei 4 pezzi romantici per violino e pianoforte del compositore A.Dvorak, intervallato dalle sonate di C.Franck e di E.Grieg e conclusosi con la Danza Ungherese n.2 del compositore, pianista e direttore d’orchestra J.Brahms.

La compianta Cetta Rocco

La compianta Cetta Rocco

Non c’era modo migliore, se non attraverso la sua amata musica, di ricordare la docente della scuola secondaria di primo grado “Battisti-Ferraris”, ad un anno dalla sua scomparsa.

«Quando penso a Cetta-ha rivelato il prof. Andrea Di Liddo in apertura di serata- non posso che pensare a tre parole: disciplina, fedeltà e accoglienza. Disciplina poiché, inflessibile con se stessa, non si è mai persa d’animo, neppure nella malattia; fedeltà per il suo profondo legame con la famiglia, con gli amici e con gli ideali, primo tra tutti il suo spiccatissimo senso di giustizia; accoglienza per la sua capacità di rimanere accogliente, pronta all’ascolto di tutti, fino all’ultimo momento».

L’evento è stato organizzato dall’associazione “Circolo dei lettori” e patrocinato dal Comune di Bisceglie.




Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 10 febbraio 2016