Angarano risponde a Spina sul caso “Giornata della Memoria”: «La sensazione è sempre la stessa: sdegno e vergogna»

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 30 gennaio 2017

Angarano risponde a Spina sul caso “Giornata della Memoria”: «La sensazione è sempre la stessa: sdegno e vergogna»

«Cosa ti irrita a tal punto da commettere “scivoloni” del genere?»

Una polemica che si fatica a capire da cosa sia nata ma che tuttavia – e non poteva essere altrimenti – si è presto tramutata in un “botta e risposta”.

All’indomani della Giornata della Memoria, il sindaco Francesco Spina aveva tenuto, con una nota stampa divulgata attraverso i media ai cittadini, a far sapere che né il segretario cittadino del Partito Democratico Roberta Rigante, né il capogruppo consiliare Angelantonio Angarano avevano preso parte alle manifestazioni in programma per il 27 gennaio.

Accusati di adeguarsi «alla più becera forma di cultura fascista» e aver perso un’opportunità per sconfessare quanto di male la cittadinanza pensa di loro, i due consiglieri comunali non hanno ribadito ufficialmente agli attacchi. Angarano, tuttavia, ha voluto affidare agli “amici” di Facebook una considerazione personale su quanto detto dal sindaco.

«Ho letto e riletto il delirante comunicato di Spina – ha spiegato Angarano – e la sensazione è sempre la stessa: sdegno e vergogna. 
Ho sempre accettato la critica politica, anche quella pretestuosa e non costruttiva (“il comportamento irresponsabile ed autoreferenziale di questi rappresentanti cittadini”).
Ho comprensione persino per le offese personali, perché mi sono sempre sentito lontano anni luce da un modo di fare politica tipico di chi non ha argomenti validi (secondo l’opinione unanime della città “sono sempre dalla parte delle calunnie e delle bugie e mai della verità… sempre dalla parte dell’ingiustizia sociale e mai a favore dei più deboli e di chi soffre”).

Riesco a tollerare la strumentalizzazione e la manipolazione della realtà perché ho fiducia nella forza “risanatrice” del tempo che ristabilisce la verità e sana i torti (“tutto ciò che la città in modo unanime pensa di loro: sempre dalla parte dell’illegalità e mai della legalità”).
Ma c’è una cosa di questo comunicato delirante che proprio non riesco a sopportare, che mi offende profondamente.

È l’accostamento tra il mio modo di essere e la mia storia politica con la parola “fascismo” e proprio nel “Giorno della Memoria”.

È una frase che mi imbarazza per l’inadeguatezza di chi l’ha pronunciata; mi crea vergogna per la leggerezza e la superficialità di chi rappresenta un intera comunità.
È una frase che desta sdegno e preoccupazione perché sintomatica di un modo di fare politica che non rispetta i sentimenti più intimi ed umani ed offende chi per davvero odia la prevaricazione l’arroganza ed il metodo antidemocratico.
Ho solo una domanda per Spina: cosa ti irrita a tal punto da commettere “scivoloni” del genere?».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 30 gennaio 2017