Ancora una bocciatura per il metodo Stamina

Attualità // Scritto da Cinzia Montedoro // 4 ottobre 2014

Ancora una bocciatura per il metodo Stamina


Dopo aver lottato, con l’avvocato Gianluca Ottaviano, per opporsi (leggi qui) al sequestro delle cellule staminali, fondando la sua richiesta sull’«incompatibilità funzionale» del Gip che alla fine di agosto aveva messo i sigilli a Stamina, per la giovanissima biscegliese affetta da atrofia muscolare spinale e convinta della bontà del metodo Stamina è arrivata un’altra batosta.

L’ematologo Michele Baccarani, (già in servizio presso l’azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, centro per lo studio delle cellule staminali del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, ospedali di Bologna, con funzioni di presidente del comitato scientifico), presidente del comitato di esperti nominato dal ministro della salute Beatrice Lorenzin, avrebbe bocciato nuovamente il metodo Stamina, in seguito ad un rapporto del secondo comitato tecnico che a voto unanime si è pronunciato sul metodo creato da Davide Vannoni.

Dopo il primo pronunciamento sospeso l’anno scorso dal Tar, a seguito della sentenza del tribunale, il nuovo verdetto spiega che «non esistono i presupposti per avviare una sperimentazione del metodo Stamina».

Vannoni ritornerà ad appellarsi al Tar, a seguito del pronunciamento del nuovo comitato, che non ha proposto alcun incontro, come era stato invece indicato dal tribunale. «La cosa gravissima – spiega Vannoni – è che ancora una volta è stata violata una legge dello stato, ovvero la legge Balduzzi che prevedeva la sperimentazione del metodo Stamina, consentendo a chi ha già iniziato le terapie  di continuarle, ma soprattutto prevedendo l’avvio della sperimentazione di 18 mesi».

La piccola Spinazzola, che, dopo aver conseguito la maturità, frattanto si è iscritta all’università, continua a sperare, con la caparbia di chi sa soffrire e lottare per la vita.




Attualità // Scritto da Cinzia Montedoro // 4 ottobre 2014