Ampliamento del cimitero con il contributo di un privato: vale davvero la pena?

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 21 aprile 2016

Ampliamento del cimitero con il contributo di un privato: vale davvero la pena?

Alcuni casi eclatanti di project financing nati sotto una cattiva stella

 Il consiglio comunale ha votato si (LINK ALL’ARTICOLO) al project financing per la realizzazione del nuovo edificio per loculi (isola IV).

Un progetto con cui il Comune intende assicurarsi, grazie al contributo di un privato ancora da individuarsi, la costosa opera di ampliamento del cimitero, a fronte della concessione a privati del servizio di manutenzione dell’impianto elettrico e di illuminazione con lampade votive (con ristoro al 50%) ed altri benefits.

Non sarebbe la prima volta che un comune italiano decide di ampliare un cimitero comunale adottando lo strumento del project financing. Poche storie però sono andati a buon fine.

Da un lato la necessità di garantire costanza al servizio di gestione, dall’altro la difficoltà a reperire partner privati adeguati a lanciarsi in progetti edilizi così delicati, fanno del project finaning applicato all’ampliamento dei cimiteri un percorso rischioso.

In situazioni di emergenza loculi e scarse economie comunali, l’affidamento ai privati appare frequentemente agli amministratori l’ultima spiaggia. In alcuni casi, però, si è rivelata anche quella sbagliata.

Ha fatto storia il caso di Taranto, dove i carabinieri sottoposero a sequestro preventivo ben 65 cappelle gentilizie, 44 edicole funerarie e 180 tumuli, oltre all’intero cantiere comprensivo dell’area cimiteriale in fase di edificazione, a causa di abusi edilizi commessi nella fase dell’esecuzione del project financing relativo all’ampliamento del cimitero.

Ad Olbia, da qualche settimana, il responsabile dell’azienda dei servizi cimiteriali (in project financing) ha patteggiato la pena di 3 anni di reclusione per una serie di abusi edilizi commessi nelle aree cimiteriali del capoluogo sardo e delle frazioni.

Problemi sui cimiteri in project financing li hanno avuti anche Francavilla al Mare (Chieti), dove a finire sotto inchiesta è stato direttamente il progetto di finanza, Benevento – che alla fine ha revocato in autotutela l’appalto- , Foggia, che l’ha spuntata dopo una serie di ricorsi presentati (e poi respinti dal TAR) da parte di diverse associazioni.

I precedenti del Comune di Bisceglie con lo strumento della finanza di progetto  – applicato ad esempio nel caso della piscina comunale, che non ha mai pagato i canoni per l’utilizzo del suolo pubblico – ci ricordano che è necessario andarci cauti con le trattative private e fissare con precisione matematica  tutte i capitoli inerenti il rispetto dei tempi e le modalità di costruzione, l’espletamento del servizio e le garanzie economiche, le modalità di recesso, i termini di risoluzione automatica del contratto e le clausole compromissorie. Se un privato investe in un progetto di terzi, lo fa per trarne dei vantaggi di natura economica. Un appalto troppo conveniente per l’ente pubblico, potrebbe rivelarsi un boomerang, costringendo l’impresa all’insolvenza nei confronti di dipendenti, appaltanti o utenti finali del servizio, con ricadute sull’intera cittadinanza.

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 21 aprile 2016