BASKET, AMBROSIA DA SOGNO: ESPUGNA AGROPOLI E CONQUISTA LA FINALE CON SCAFATI

Sport // Scritto da Vito Troilo // 1 giugno 2014

BASKET, AMBROSIA DA SOGNO: ESPUGNA AGROPOLI E CONQUISTA LA FINALE CON SCAFATI


L'Ambrosia ha espugnato Agropoli conquistando la finale playoff della DNB

L’Ambrosia ha espugnato Agropoli conquistando la finale playoff della DNB

Agropoli-Ambrosia Bisceglie 74-76

Agropoli: Marulli 30, Romano 12, Palma, Cacace 3, Serino 19, Pongetti 5, Buono 5, Antonietti, Nozzolillo. N.e.: Spinelli. Allenatore: Antonio Paternoster.
Ambrosia Bisceglie: Corvino 12, Torresi 19, Gambarota 6, Drigo 24, Storchi 4, Cena 11, Abassi, Merletto, Chiriatti. N.e.: Rianna. Allenatore: Pasquale Scoccimarro.
Arbitri: Giusto di Albignasego (Padova), Spinelli di Roma.
Parziali: 14-28; 31-36; 50-55.
Note: spettatori 1000 di cui circa 100 biscegliesi. Nessun uscito per cinque falli. Fallo tecnico. Merletto e Marulli. Espulso Storchi. Tiri da due: Agropoli 16/37, Ambrosia Bisceglie 15/33. Tiri da tre: Agropoli 9/32, Ambrosia Bisceglie 12/28. Tiri liberi: Agropoli 15/23, Ambrosia Bisceglie 10/17. Rimbalzi: Agropoli 43 (24+19, Serino 13), Ambrosia Bisceglie 27 (23+4, Drigo e Corvino 5). Assist: Agropoli 11 (Palma e Buono 3), Ambrosia Bisceglie 11 (Corvino 4).

Chiunque si fosse permesso di pronosticare, a settembre, l’approdo dell’Ambrosia Bisceglie alla finale playoff con la corazzata Scafati sarebbe stato letteralmente preso in giro. Eppure è accaduto e la portata del risultato conseguito dalla formazione allenata da Pasquale Scoccimarro è in ogni caso notevole.

Sarà cura di tutto l’ambiente cestistico nerazzurro approcciarsi alla serie con la grande favorita per il successo evitando di ritenerla un premio. Tanto è straordinario quello che è stato costruito finora quanto ignoto ciò che potrebbe succedere a partire da gara 1, in programma domenica 8 giugno al PalaMangano.

La notte fra domenica e lunedì sarà comunque dedicata alla grande gioia per il blitz in gara 3 sul parquet del palasport “Andrea Di Concilio” di Agropoli. Nei momenti più importanti della sfida decisiva i nerazzurri hanno mostrato ancora più personalità e grinta di quanto si potesse immaginare. E hanno vinto, riscattando nel modo più complicato lo scivolone casalingo con Francavilla nella fase a orologio che era costato a Fenny Abassi e compagni il secondo posto nella griglia di partenza dei playoff.

Agropoli ha chiuso una stagione sopra tutte le aspettative, nella prima parte della quale ha persino coltivato l’ambizione di poter restare a contatto con Scafati e per alcuni turni ha persino guidato la classifica. Onore al lavoro di un tecnico, Antonio Paternoster, che si è confermato capace di trasmettere nuove motivazioni a giocatori un po’ dimenticati (Riccardo Romano), gestire caratteri forti (Roberto Marulli), uno dei lunghi più forti del torneo (Davide Serino) e lanciare i giovani (Renato Buono su tutti).

L’avvio del match senza appello ha ricalcato quello dell’incontro di fase a orologio: cilentani psicologicamente in tilt, pugliesi implacabili. L’Ambrosia è salita sul +17 (14-31) per poi incepparsi in attacco, segnando appena 5 punti negli ultimi nove minuti del primo tempo. L’alta tensione e l’importanza della posta in palio ha fatto selezione, escludendo dalla contesa, sotto il profilo offensivo, alcuni protagonisti neppure troppo marginali delle prime due gare come Palma, Antonietti e Nozzolillo dalla parte campana, Abassi, Chiriatti e Merletto in casa Ambrosia, tutti a secco di punti.

Il pallone è finito sempre più di frequente nelle mani dei principali terminali offensivi delle due compagini. A quel punto è apparso chiaro che la differenza l’avrebbe fatta la maggiore saldezza di nervi dei big. Roberto Marulli ha chiuso con uno score personale di 30 punti ma non è stato supportato abbastanza da Riccardo Romano, che non ha ripetuto la performance del PalaDolmen.

L’impossibile marcatura di Mathias Drigo è stata la chiave di volta tattica della serie: Pongetti, Antonietti e Cacace non sono mai riusciti a dimostrare di poterlo tenere efficacemente. Bisceglie ha costruito il suo successo potendo contare su un ultimo quarto di altissimo livello da parte di Valerio Corvino e supplendo all’espulsione del capitano Andrea Storchi con un Enzo Cena letale per il team salernitano. Non è un caso che sia stato un suo canestro, con appena tre secondi sul cronometro, a dare la vittoria all’Ambrosia, sostenuta nei frangenti più delicati dalla freddezza di Mauro Torresi e dall’energia di una panchina che in gara 3 non ha prodotto molti punti ma ha difeso e permesso ai giocatori più importanti di presentarsi agli ultimi minuti in una buona condizione psicofisica.

Le date della finale playoff

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Sport // Scritto da Vito Troilo // 1 giugno 2014