Allagamenti e fogna bianca: ecco perché al porto saltano i tombini

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 agosto 2015

Allagamenti e fogna bianca: ecco perché al porto saltano i tombini


Perché Bisceglie è in grado di allagarsi, in pochi minuti di pioggia, con conseguenze imprevedibili, come quelle del 12 agosto (leggi qui)?

Una volta indagate le ragioni storiche ed urbanistiche (leggi qui), vale la pena soffermarsi sulle cause ingegneristiche e sulle evoluzioni delle opere idrauliche degli ultimi anni.

Stabilito che la città non è mai stata pensata per resistere a fenomeni estremi come le bombe d’acqua, è altrettanto chiaro che per prevenire tutti i danni occasionati dai cambiamenti climatici recenti occorrerebbe ripensare da zero la gestione del territorio. Qualcosa tuttavia è stata fatta. A partire dalla fogna bianca, che fino a  pochi anni fa non esisteva.

UNA MAPPA DELLA RETE FOGNARIA

La rete di raccolta e trasporto delle acque meteoriche oggi esiste, anche se non copre tutto il territorio.

San Pietro, ad esempio, è un quartiere a macchia di leopardo, solo in parte coperto dalla fogna bianca. Ancora in fase di completamento sono i lavori per la realizzazione delle condotte in  via Mauro Giuliani, via Fragata e via Bellini (leggi qui). Questi tronchi, come i canali del quartiere Sant’Andrea (primi in ordine di tempo ad essere realizzati), via San Martino (opera ultimata nel 2013) e via Ruvo (un lavoro in due tranches), sono gli unici a confluire nella stazione di trattamento delle acque meteoriche realizzata presso l’ex depuratore di San Francesco. Qui le acque, dopo essere state trattate, vengono scaricate in mare.

Esiste solo un’altra stazione di trattamento delle acque piovane a Bisceglie, ubicata alle spalle del cimitero. L’acqua che non passa attraverso uno di questi due impianti, arriva a mare non filtrata o finisce, abusivamente, nella fogna nera.

Ma perché al porto i tombini saltano?

Al problema del completamento della rete di fogna bianca, si aggiunge quindi quello dello scarico delle acque piovane nelle condutture destinate ai reflui.

L’Ufficio Tecnico del Comune di Bisceglie e l’AQP ne sono consapevoli, tanto da aver emesso un’ordinanza di divieto, perché centinaia di utenze (prevalentemente riconducibili a cortili residenziali con chiostro interno, privi di canalina che porta alla strada) scaricano illegalmente l’acqua piovana nella condotta fognaria.

Quando piove le acque di via Trento e via Trieste, via La Marina e via Porto, via La Spiaggia e centro Storico, via Fragata e via della Repubblica, Corso Umberto, Salnitro e Seminario, vengono spinte nei canali della fogna fino a raggiungere (in via La Marina peraltro dopo aver oltrepassato una curva a gomito) la pompa AQP. La stazione, pur dotata di un moderno impianto di spinta che solleva l’acqua fino a via Pio X (da qui, sfruttando la pendenza naturale, l’acqua ruscella fino allo sbocco di San Francesco), non regge la portata raddoppiata. Basta un quarto d’ora, ci spiega il dirigente dell’Ufficio Tecnico arch. Giacomo Losapio, perché i tombini saltino.

«Prima del waterfront in pochi ci facevano caso, ma il problema è atavico. In passato tombavamo i chiusini, ma annualmente saltava anche il solaio. Considerato che sotto via Nazario Sauro scorre l’acqua del porto, non vi sono altre soluzioni che deviare l’acqua prima che raggiunga il fronte porto. Con il sindaco siamo al lavoro per trovare un ingegnere idraulico di comprovata esperienza, in grado di progettare un’alternativa all’attuale rete fognaria».

Che in programma ci sia l’idea di dare l’incarico ad un superesperto, non toglie il fatto che l’ordinanza  – si tratta della numero  32 del 19/02/2014 – esista e che andrebbe, da tutti i residenti rispettata. In tutto l’abitato di Bisceglie«è vietato scaricare le acque pluviali negli scoli della fognatura nera. Le acque bianche devono essere condotte on apposita tubazioni esclusivamente al olltore stradale della rete bianca, con disconnessione e abbandono degli eventuali pozzi neri esistenti, di fosse biologiche, pozzi perdenti e quanto altro».

La violazione dell’ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa compresa tra i 150 ed i 500 euro, oltre al risarcimento di ulteriori danni. Sarebbe l’ora di iniziare a farla rispettare.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 agosto 2015
  • Girolamo Grande

    Direi che per far rispettare l’ordinanza bisogna fornire tutto il territorio comunale di una fogna bianca. Sanzionare senza dare la possibilità di ravvedersi in concreto non è corretto.