Al via una stagione di Teatri di Pace: al Teatro Garibaldi ricomincia lo spettacolo

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 14 ottobre 2016

Al via una stagione di Teatri di Pace: al Teatro Garibaldi ricomincia lo spettacolo


Scende Giù per Toledo - Alessandro Cecchi

Scende Giù per Toledo – Alessandro Cecchi

Dopo tre anni dedicati al radicamento del teatro nella città, il Garibaldi diretto da Carlo Bruni vira su un tema internazionale.

Si chiamerà Teatri di Pace la stagione del SistemaGaribaldi 2016/2017 presentata il 13 ottobre a Bari, negli spazi della Libreria Laterza e messa in piedi grazie al lavoro di una piccola squadra, all’impegno convinto della Città di Bisceglie, alla cura del Teatro Pubblico Pugliese e alla collaborazione di molte realtà amiche: Linea d’Onda, Tra il dire e il fare/La luna nel letto, Menhir danza, Kuziba Teatro, Circolo dei Lettori, Biciliae e le Margherite .

Tutto l’impianto del cartellone sarà dedicato alla lotta che la diversità richiede per essere riconosciuta, rispettata, apprezzata, persino da se stessi. «Non sarà una ricognizione solo del tragico che questa lotta comporta – precisa Bruni – perché molto spazio lo dedicheremo al riso, altrettanto decisivo per l’esercizio dell’inclusione. Già con il prologo (17/20 novembre) intitolato Maestri e Margherite sarà chiaro il nostro intento. Arturo Cirillo, Massimo Verdastro e Carlo Cerciello, in bilico su quegli impervi cornicioni delle passioni umane che richiedono al teatro di dialogare con la poesia, ce ne daranno tre esempi folgoranti. E non meno faranno le “margherite” che, superando ampiamente i confini del prologo, alimenteranno l’intera stagione con una lunga schiera di Effetti Collaterali. Si andrà da un Lorenzo Milani offerto alla platea dei ragazzi per la cura della Bottega degli Apocrifi (17 e 18 novembre), ad un don Milani narrato da Luigi D’Elia (26 marzo) sotto le volte in pietra del frantoio Simone. Si partirà dal lieve ed emozionante racconto di provincia di Sara Bevilacqua (18 novembre), per approdare alla solitudine rumorosa di Lorenzo Piccolo delle Nina’s Drag Queens (17 febbraio). E che dire della partenza in prosa con la Madame Bovary interpretata da Lucia Lavia (2 dicembre) o da quella in musica con Giovanna Carone (27 dicembre) e la “sua” Marlene Dietrich? Nomi, nomi, nomi: invoca qualcuno affezionato al noto. Eccoli: Nicola Piovani, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Simone Cristicchi, Laura Morante, Raffaella Giordano…

Storie-di-claudia - Fabio-lovino

Storie-di-claudia – Fabio-lovino

Un focus sul rapporto fra teatro e handicap agli inizi di febbraio, Prospettiva Nevskij, dedicato alla danza, a fine aprile e l’appuntamento extrastagione con Il Tempo dei Piccoli, a compendio di un itinerario per i ragazzi composto da ben quindici proposte. E poi spettacoli inusuali per il pubblico di provincia, ma assolutamente da non perdere come: Else con Nunzia Antonino (13 gennaio), Vania (20 gennaio), I Giocatori dei Teatri Uniti di Napoli (10 febbraio) o Instrument1 (24 marzo), della straordinaria compagnia a Roberto Zappalà».

Ben quarantacinque appuntamenti, di cui trenta nel cartellone serale, fra teatro, danza e musica e sette laboratori di formazione si alterneranno sul palcoscenico del teatro comunale, ad un prezzo più che accessibile:  27,00€ il biglietto più costoso, 5,00€ il più economico. Pacchetti spettacoli da 90,00 a 170,00 €  e per i più giovani teatro a 6,00€  con il “progetto Mille”.

Il botteghino sarà aperto dal 18 ottobre, dal martedì al sabato, dalle 18,00 alle 20,00, con la prima settimana dedicata al rinnovo dei vecchi abbonamenti.

 

 

TEATRIdiPACE

atto primo 2016 2017

 

in collaborazione con

Linea d’Onda – Tra il dire e il fare/La luna nel letto

Menhir danza – Kuziba Teatro – Circolo dei Lettori – Biciliae

 

IL CARTELLONE

 

prologo

MAESTRI e MARGHERITE

sul confine

17 – 20 novembre 2016

 

Destinato a mettere in relazione esperienze e generazioni teatrali diverse, questo prologo ambisce ad allargare lo sguardo di un teatro di provincia sulla pluralità delle forme che esprime la scena italiana e indirizza l’intera nuova stagione del Garibaldi che costantemente si eserciterà su questo confronto.

Superando i confini dell’edificio teatrale, per dialogare con un prezioso patrimonio di beni architettonici e culturali, questo embrionale festival anima anche un teatro dei luoghi e partecipa alla sfida della destagionalizzazione, candidandosi come un nuovo approdo per il turismo culturale.

Il programma propone un teatro che non smette di cercare, di mettersi in gioco, coniugando tradizione e tradimento senza riferirsi però a un’etichetta, a un genere (teatro civile, di ricerca, di narrazione): spigola piuttosto, cogliendo quanto, per distrazione o poca curiosità, corre abitualmente il rischio di passare inosservato.

Arturo Cirillo, Massimo Verdastro e Carlo Cerciello sono i maestri ospiti, accomunati da un viaggio sul confine: in bilico su quegli impervi cornicioni della vita e delle passioni umane che richiedono al teatro di dialogare con la poesia più che con la prosa. Il fronte delle margherite rappresenta l’aggregazione  spontanea di un gruppo di giovani realtà pugliesi, che si sono auto selezionate e candidate all’appuntamento per simpatia: proprietà chimica che permette ad alcuni liquidi (e non ad altri) di miscelarsi.

Il contesto è quello di un borgo antico che mette insieme, nel giro di pochissimi isolati, un castello normanno svevo, una cattedrale in scintillante romanico/pugliese, il bugnato classico di un palazzo nobiliare, gli emozionanti ex voto di un museo diocesano e una prospettiva portuale riportata all’antico splendore.

 

giovedì 17 novembre 2016

 

ore 10,00          TEATRO GARIBALDI

Bottega degli Apocrifi

LORENZO MILANI chiedi se mi riconoscono

drammaturgia Stefania Marrone

con Nunzia Antonino, Salvatore Marci, Fabio Trimigno

musiche originali Fabio Trimigno

editing musicale Edgardo Caputo

scene e costumi e animazioni Iole Cilento

racconto animato e disegno luci Carlo Quartararo

assistente alla regia Filomena Ferri

regia Cosimo Severo

 

Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza e sabato far dire a Rino: “Il priore non riceve perché sta ascoltando un disco”. […] Volevo anche scrivere sulla porta “I don’t care più”, ma invece me ne care ancora molto. Ci stiamo dimenticando i poveri.

Quando abbiamo deciso di affrontare una storia tutta italiana come quella del prete di Barbiana, abbiamo avuto il sentore che la retorica della biografia agiografica fosse lì pronta a impossessarsi di quella vita. Un combattente – che per non farlo diventare un’icona senza storia – avevamo necessità di attraversare nel profondo, non accontentandoci di ripetere ciò che lui ha scritto, ciò che lui ha messo in modo potente e forte negli articoli, nelle lettere. C’è così un mondo che si è andato man mano popolando e sono arrivati i GAC, gli intrepidi guerrieri dell’azione cattolica, il Baffi, la Pigotta di San Donato e l’industriale col privé nel ripostiglio.

 

ore 19,00          PALAZZO TUPPUTI – piano nobile

KiLkOaTeAtRo

CERTI GIORNI

monologo tragicomico scritto, diretto e interpretato da

Arianna Gambaccini

 

A colloquio con il pubblico una donna racconta la felicità del matrimonio, dell’essere fuggita dal “borgo natio”, la “felicità” di aver finalmente anche lei la sua parte di televisione satellitare e di angioletti di Thun da spolverare. Racconta insomma la felicità della normalità. Ma a interrompere quella felicità è una telefonata dal passato: un amico di vecchia data, un incontro che porta alla luce interrogativi irrisolti, desideri, dubbi e contrasti sopiti… Nella tranquillità della profonda provincia italiana, fatta di domeniche alla messa e lavorativi passati a insultare l’extracomunitario che ci pulisce il vetro al semaforo, succedono le cose più tragiche, quelle “cose” che riempiono di nero la cronaca dei giornali alimentando una sconvolgente pornografia del dolore. Le vittime non sono sempre gli altri. “Certi Giorni” è il racconto di una inconsapevole ed improbabile vittima.

 

ore 21,15          COMPLESSO DI SANTA CROCE

Marche Teatro/Tieffe Teatro Milano

SCENDE GIÙ PER TOLEDO

di Giuseppe Patroni Griffi

regia e interpretazione di Arturo Cirillo

scene Dario Gessati

costumi Gianluca Falaschi

musiche originali Francesco De Melis

luci Mauro Marasà

regista assistente Roberto Capasso

 

“Scende giù per Toledo e va di fretta Rosalinda Sprint. È in ritardo col sarto e deve andare da Marlene Dietrich fra mezz’ora e quella non aspetta….”. Così inizia la storia di un travestito napoletano, emblema della stravaganza e fragilità di una città e dei suoi “mutanti”. In una scrittura che Natalia Ginzburg ha definito della “natura dell’acqua”, in uno “stile nuotato che consente di spendersi nei confronti di un personaggio, ora con ironia e ora con pietà, spostandosi a nuoto e leggermente tra l’uno e l’altro”, si sviluppa una delle più straordinarie invenzioni letterarie del nostro tempo. Tra straniamento e immedesimazione si disegna la figura di Rosalinda Sprint, “una figura maldestramente ritagliata nella carta”, che le forbici si sono mangiate “intorno intorno” sino a farne una silhouette in scala ridotta. Una scrittura tutta musicale, fisica, continuamente mobile. Patroni Griffi la compone come un tango disperato e Arturo Cirillo la danza con straordinaria, commovente maestria.

 

venerdì 18 novembre 2016

 

ore 10,00          TEATRO GARIBALDI

LORENZO MILANI replica

 

ore 19,00          GARIBALDI DI SOPRA

Meridiani Perduti

REVOLUTION

di e con Sara Bevilacqua

voce Daniele Guarini

pianoforte Daniele Bove

drammaturgia Emiliano Poddi

disegno luci Paolo Mongelli

 

All’inizio degli anni ’60 i Beatles suonavano al Cavern Club di Liverpool e Yuri Gagarin diventava il primo uomo in orbita attorno alla Terra. Questo spettacolo è una miscela di emozioni, ricordi e storie di vita vissuta negli anni del Boom. La protagonista sogna di volare nello spazio e d’incontrare i Fab Four, ma vive a Brindisi, vale a dire a 326 km dall’orbita del russo e circa 3.000 da Liverpool. Per di più a Brindisi, cittadina immobile nel ripetersi dei suoi riti quotidiani, sembra che gli anni ’60 non vogliano proprio arrivare. E invece arrivano: nel ’62 viene completato il primo lotto della Montecatini e le cose all’improvviso cambiano, anche là dove sembravano immutabili. Revolution racconta i dieci anni che hanno sconvolto la grande e la piccola storia, e lo fa mettendo al centro i sentimenti e la musica, quella dei Quattro di Liverpool, naturalmente.

 

 

 

 

 

ore 21,15          COMPLESSO DI SANTA CROCE

Diaghilev/Compagnia Verdastro

SANDRO PENNA

una quieta follia

di Elio Pecora

drammaturgia e regia Massimo Verdastro

con Massimo Verdastro e Giuseppe Sangiorgi

musiche originali Riccardo Vaglini

luci Marcello D’Agostino

suono Marco Ortolani

 

“Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune”  

Massimo Verdastro dà corpo e voce a uno de più grandi poeti del Novecento. Un testo che Elio Pecora ha scritto appositamente e concepito come una sorta di spartito musicale, sull’onda di una forte ed empatica conoscenza del poeta perugino. Una lingua prossima alla poesia ma veloce e chiara, accoglie in sé i versi, le prose e alcuni frammenti dei diari inediti di Penna che, insonne, si racconta e rivela e, mentre riflette e confida le fonti e le ragioni della sua opera poetica, descrive le giornate, gli anni del fascismo, la guerra, la sua intera esistenza fatta di inquietudini e stupori. “Tutto è cominciato dal mio entusiasmo per il “Satyricon” di Verdastro” dice l’autore. “Che la poesia, la grande poesia possa parlare di se stessa senza allontanarsi dalla vita di ogni giorno e di tutti e dal suo difficile tempo: mi sono parsi il fine e il piacere di questo testo”.

 

sabato 19 novembre 2016

 

ore 19,00          PALAZZO TUPPUTI – piano nobile

Vittorio Continelli

SIDERA le stelle

discorso sul Mito #6

un racconto teatrale di Vittorio Continelli

 

Metamorfosi celesti, catasterismi: diventare stelle. Mutazione gloriosa, passaggio da una forma terrena che perisce alla fissità eterna di un’altra che ruota maestosa nello spazio celeste. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Ma da dove nascono le costellazioni e perché l’Orsa maggiore si chiama così? Che storia si nasconde dietro Sirio e Arturo, e chi era Fetonte? La storia, le storie e l’anima dell’umanità, per migliaia di anni le ha raccontate il mito. Il nostro ospite, innamorato di questo strepitoso patrimonio, se ne fa portavoce, scegliendo per quest’appuntamento il cielo notturno e le storie dalla tradizione greca e latina che lo narrano: l’origine delle costellazioni e dello zodiaco, il loro movimento celeste e alcuni dei miti più belli ad esse legati. Il cacciatore Orione, l’amore tra Helios e Selene, il folle volo di Fetonte sul carro del Sole. Da sempre guardiamo le stelle e cerchiamo risposte: da sempre le stelle rispondono alle nostre domande taciute.

 

ore 21,15          COMPLESSO DI SANTA CROCE

Elledieffe, Teatro Elicantropo – Anonima Romanzi

SCANNASÙRICE

di Enzo Moscato

con Imma Villa

regia Carlo Cerciello

scena Roberto Crea

suono Hubert Westkemper

musiche originali Paolo Coletta

costumi Daniela Ciancio

disegno luci Cesare Accetta

aiuto regia Aniello Mallardo

direttore tecnico Marco Perrella

assistenti regia Tonia Persico, Serena Mazzei

 

 “Misteriosofico-plebeo poema sulla mia discesa agli Inferi di Napoli (i bassi, gli ipogei). Sono parole di Moscato per questo che è uno dei suoi primi testi teatrali. “Già il titolo del lavoro, (…) si attestava altrove, in un polemico rifiuto a non volermi allineare, a non cercare di nascondermi (pur’io!), all’indomani del tremendo (…) sconquasso del terremoto dеll’80, la lucida е irrimediabile visione del massacro, dell’eccidio, lo sterminio, non tanto di persone o case, quanto di idee, emozioni, sentimenti, che tra alti e bassi, per tanti secoli, aveva costituito l’anima genuina, il “modus agendi et cogitandi” del popolo e della città di Napoli (…). Ecco, io con Sсannasùriсe (…) vedevo е percepivo le ferite, le faglie, le fratture dei nostri animi con lo stato precedente della vita e la cultura a Napoli …” Preparatevi al viaggio e non ponetevi il problema della lingua: è uno straordinario straniero che parla e merita assolutamente d’essere ascoltato.

 

domenica 20 novembre 2016

ore 10,00          da piazza Regina Margherita

Biciliae

UN GIRO D’OLIO

 

Una semplice passeggiata in bicicletta per frantoi e uliveti, nel tempo della raccolta e della spremitura, perché anche il palato vuole la sua parte. Itinerario al termine di un itinerario animato da incontri teatrali e altri tradimenti incidentali.

 

sistemaGaribaldi

LA STAGIONE

 

Il colore definisce l’ambito, mentre l’indicazione AB seguita dalla numerazione il percorso in abbonamento.

 

venerdì 2 dicembre 2016 ore 21,00      AB1

Khora Teatro

MADAME BOVARY

di Gustave Flaubert

riscrittura di Letizia Russo

con Lucia Lavia, Gabriele Portoghese, Mauro Conte, Laurence Mazzoni, Roberta Zanardo, Elisa Di Eusanio, Xhuljo Petushi

disegno luci e audio Pietro Sperduti

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Giacomo Vezzani

regia Andrea Baracco

 

Nel 1856 il romanzo Madame Bovary scosse profondamente i guardiani della pubblica morale e Flaubert fu processato come autore di un’opera indecente, addirittura scandalosa. Perché tanto scalpore?

Emma Bovary, come Don Chisciotte, come Amleto, è una fabbricatrice d’illusioni mossa sempre da una folle, a tratti esasperante, volontà di renderle concrete, di cucirsele addosso, d’indossarle senza curarsi delle evidenti sproporzioni che portano in dote. Nel desiderio di far del suo percorso sulla terra materia da romanzo, di divenire protagonista indiscussa della propria vita, inciampa fino a sbagliare grossolanamente il tempo dell’ingresso in scena. Così, anziché precipitare in quell’orgia perpetua che crede aver diritto di abitare, si ritrova in una gabbia piena di bassezze e personaggi caricaturali: un luogo che non è paradiso né inferno, ma solo un umido, orizzontale, acquitrino melmoso, in cui disperatamente tentare di esistere.

 

venerdì 16 dicembre 2016 ore 21,00    AB2

Kismet/Teatri di Bari

IL MALATO IMMAGINARIO

una riscrittura da Moliere di Teresa Ludovico

con Augusto Masiello, Marco Manchisi, Sara Bevilacqua, Ilaria Cangialosi, Paolo Summaria,

Michele Cipriani, Daniele Lasorsa/Chrisian Di Filippo

spazio e luci Vincent Longuemare

costumi Luigi Spezzacatene

 

Una casa del sud, in un bianco e nero da pellicola neorealista, con qualche lampo di colore. Una maschera, Pulcinella, espressione di quell’anima popolare, beffarda, liquida che pervade tutta l’opera di Molière; uno spirito che entra ed esce dai panni di una serva o di un fratello e che continuerà la sua recita anche quando si spegneranno le luci della ribalta. Un malato brontolone accudito da una serva petulante e ficcanaso, insolente e fedele come sapevano essere certe nostre donne, un po’ zie un po’ comari, un po’ tuttofare che governavano casali, masserie o palazzotti di signori o finti signori. Una danza grottesca di quel quotidiano stretto fra le pareti domestiche dove ogni sussurro si amplifica, dove covano intrighi, dove si fingono finzioni e il malato? Imaginaire…

 

martedì 27 dicembre 2016 ore 21,00 / Garibaldi musica

Il palazzo incantato

MARLENE

Giovanna Carone voce

Jacopo Raffaele pianoforte

Giovanni Chiapparino percussioni e arrangiamenti vibrafono, percussioni, fisarmonica

Pit Campanella video

 

“Cherche la rose dans la sable du desert”…

è il verso di una bellissima canzone di questo omaggio a Marlene Dietrich, una grande donna del ‘900.

Lo spettacolo prova a sfiorare e raccontare il suo personaggio, da Friederich Hollander a Kurt Weill, passando per Cole Porter, Henri Salvador e le canzoni arrangiate per lei da Burt Bacharach.

Struggente e provocante, Lola nell’Angelo Azzurro del 1930, seppe da subito dare alla sua voce un’impronta suadente ed inconfondibile.

Lei, tedesca, fu capace di opporsi ad Hitler che ne voleva fare un simbolo ariano, e la sua Lilì Marlene è invece diventata un’ode pacifista.

Colta e ironica, fatale e appassionata Marlene Dietrich, ha saputo attraversare il ‘900 con eleganza e leggerezza non facendone mai un banale apparire, ma una semplice esigenza morale.

https://www.youtube.com/watch?v=fO4alRstR5Q

 

venerdì 13 gennaio 2017 ore 21,00      AB3

Tra il dire e il fare/La luna nel letto

ELSE

ispirato all’opera di Arthur Schnitzler La signorina Else sulla base della traduzione di Giuseppe Farese

di Nunzia Antonino e Carlo Bruni

con Nunzia Antonino

impianto scenico e regia Carlo Bruni

ricerca musicale Sergio Antonino

costumi Atelier 1900

struttura Michele Barile – elementi di arredo MISIA

con il sostegno di Teatro Rossini di Gioia del Colle – sistemaGaribaldi – Linea d’Onda

in collaborazione con Fondazione Popolare contro l’Usura

 

Fondandoci sulla novella di Arthur Schnitzler, scritta come monologo interiore nel 1924, sotto le stesse influenze che avrebbero dato corpo alla psicanalisi di Freud, siamo partiti dall’adolescente in vacanza e dal suo dramma, alimentato da un debito del padre nei confronti di un laido signor Dorsday. Debito che lei è invitata a estinguere con “strumenti” ritenuti ormai comuni, perciò lontanissimi dal produrre scandalo, ma ancora oggi “perfettamente” in grado di alimentare le tragiche conseguenze svolte dal racconto. La nostra direzione è condizionata dall’anagrafe: Else non è la diciannovenne dell’originale, piuttosto lo è stata. Rimasta impigliata nella lettera che scatenò il dramma, è alle prese con lo stesso Veronal di allora: medicinale ormai però fuori moda; veleno inadeguato al ruolo e dunque anche inutile a domare il reiterato dolore. La nostra Else vive in un mondo sordo, immerso in una crisi culturale non dissimile da quella che ispirò Schnitzler: fonte di ossessioni, nel migliore dei casi in grado di condurre alla follia.

https://youtu.be/Fv1JggdQdfk

 

venerdì 27 gennaio 2017 ore 21,00 / Garibaldi musica            AB4

Compagnia della Luna/Casa Editrice Alba

LA MUSICA È PERICOLOSA 

uno spettacolo di Nicola Piovani

con Rossano Baldini/tastiere/fisarmonica, Marina Cesari/sax/clarinetto, Pasquale Filastò/violoncello/chitarra/ mandoloncello,Ivan Gambini/batteria/percussioni, Marco Loddo/contrabbasso, Nicola Piovani/pianoforte

 

Un racconto musicale narrato dagli strumenti che agiscono in scena – pianoforte, contrabbasso, percussioni, sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, fisarmonica. A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, Nicola Piovani racconta al pubblico il senso di questi frastagliati percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro di De André, di Fellini, di Magni, di registi spagnoli, francesi, olandesi, per teatro, cinema, televisione, cantanti strumentisti, alternando l’esecuzione di brani teatralmente inediti a nuove versioni di brani più noti riarrangiati per l’occasione. Nel racconto teatrale la parola arriva dove la musica non può arrivare, ma soprattutto la musica fa da padrona là dove la parola non sa e non può arrivare. I video di scena integrano il racconto con immagini di film, di spettacoli e soprattutto immagini che artisti come Luzzati e Manara hanno dedicato all’opera musicale di Piovani.

 

venerdì 10 febbraio 2017 ore 21,00      AB5

Teatri Uniti di Napoli

I GIOCATORI

Els jugadors di Pau Mirò

traduzione e regia Enrico Ianniello

con Renato Carpentieri, Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Luciano Saltarelli/Marcello Romolo

collaborazione artistica Simone Petrella

costumi Francesca Apostolico

direzione tecnica Lello Becchimanzi

in collaborazione con OTC e Institut Ramon Llull – Premio Ubu – Premio Butaca

 

In un vecchio appartamento, intorno a un tavolo, quattro uomini giocano a carte. La stanza è il rifugio dove il fallimento è la regola, non l’eccezione. I soldi sono spariti da tempo, come qualsiasi possibilità di successo personale. Ma proprio sul punto di toccare il fondo, i quattro decidono di rischiare il tutto per tutto.

Come per Chiòve ho ambientato la vicenda a Napoli, anche se questa volta si tratta di una collocazione esclusivamente linguistica, senza riferimenti geografici precisi. Questa assenza di un luogo definito mi pare una cifra fondamentale dei quattro personaggi raccontati da Pau Mirò: quattro uomini senza un’età dichiarata, senza nome, senza lavoro e senza un vero amore che li faccia bruciare di passione. Quattro uomini che si incontrano, in tempo di crisi, per mettere in gioco l’unico capitale che hanno a disposizione: la loro solitudine, la loro ironia, la loro incapacità di capire”.     Enrico Ianniello

https://www.youtube.com/watch?v=qf8W0fcaWPM

 

venerdì 3 marzo 2017 ore 21,00           AB6

Enfi Teatro

STORIE DI CLAUDIA

di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi

con Claudia Gerini

arrangiamenti e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini
coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole
scene Patrizia Bocconi
luci Gigi Saccomandi

regia Giampiero Solari

 

Questo lavoro nasce dal desiderio di condividere l’origine di una passione e le coordinate che l’hanno alimentata con la leggerezza del gioco. In un vecchio palazzo di Roma vive Claudia, una bambina allegra e curiosa. Nello stesso palazzo, al pianterreno, con le finestre che danno sul cortile, abita Maria, anziana ed eccentrica signora che ama la musica e colleziona ricordi, ritratti e libri di donne famose: attrazione segreta per tutti i bambini del cortile, soprattutto per Claudia. Una sera, inaspettata, grazie ad una camomilla calda, Claudia riesce a entrare nella casa della signorina Maria e finalmente a conoscerla. Ne nasce un’amicizia unica e indissolubile, un appuntamento quotidiano che segna il futuro di Claudia, oggi artista famosa, pronta ad accompagnarci delicatamente attraverso questo intenso viaggio di ricordi e fantasia. A a offrirci, grazie alla sapiente regia di Giampiero Solari, uno spettacolo intimo ed emozionante.

 

venerdì 17 marzo 2017 ore 21,00 / Garibaldi musica   AB7

Centro Teatrale Bresciano/Promo Music

IL SECONDO FIGLIO DI DIO                                            

vita, morte e miracoli di David Lazzaretti

scritto da Manfredi Rutelli e Simone Cristicchi

con Simone Cristicchi

regia Antonio Calenda

musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti

con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio

preparato da Massimo Grechi

e diretto da Valter Sivilotti

con la collaborazione di Mittelfest 2016 e Dueffel Music

 

 

Ci sono spettacoli che inaspettatamente caratterizzano delle stagioni. È stato il caso del lavoro di questo artista sorprendente che, vestendo i panni del canta storie, due anni fa ci ha raccontato le foibe e che torna oggi a trovarci, con la vicenda del “Cristo dell’Amiata”. In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di tremila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. E’ il luglio del 1878: l’inizio di una rivoluzione che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia. Simone Cristicchi ci racconta la straordinaria vicenda, realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto appunto il “Cristo dell’Amiata” o il “profeta di Arcidosso”. Una storia che forse è solo una follia. Una storia che se non te la raccontano, non la puoi sapere perché inafferrabile come un sogno e solida come un’idea.

 

venerdì 24 marzo 2017 ore 21,00 / Garibaldi danza     AB8

Compagnia Zappalà Danza

INSTRUMENT 1

scoprire l’invisibile

coreografie e regia  Roberto Zappalà

musica originale (dal vivo) Puccio Castrogiovanni

danzatori  Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Gaetano Montecasino, Roberto Provenzano, Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania

ai marranzani (scacciapensieri) Puccio Castrogiovanni

testi di Nello Calabrò

luci, scene e costumi  Roberto Zappalà

direttore tecnico  Sammy Torrisi

management  Maria Inguscio

una coproduzione Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza – Etnafest Arte Festival – uva grapes Catania contemporary dance

Con Instruments Roberto Zappalà, catanese, riconosciuto come uno dei più brillanti coreografi della scena europea, libera il movimento dalla drammaturgia per soffermarsi sul corpo nella sua relazione pura con il suono, il rumore, la musica. Il progetto è dedicato al marranzano, lo scacciapensieri e sorprenderà per potenza di fuoco. Un viaggio. E come ogni viaggio, il lavoro disegna una mappa che attraversa concetti, luoghi comuni, stereotipi, credenze, abitudini di un luogo che esige nuove prospettive e che pure sembra inafferrabile. Come dice Gesualdo Bufalino, la Sicilia non esiste, ce ne sono cento e ognuna è diversa dall’altra, ambigua, cangiante come il mare. Dunque preparatevi ad un viaggio nell’invisibile; un viaggio tutt’altro che turistico, perché “camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale”. (Werner Herzog)

 

 

venerdì 7 aprile 2017 ore 21,00            AB9

Nuovo Teatro/Fondazione Teatro della Toscana

LOCANDIERA B&B

di Edoardo Erba

liberamente ispirato a La Locandiera di Carlo Goldoni

con Laura Morante

regia Roberto Andò

Una produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

 

Miranda ha cinquant’anni. Vissuta all’ombra del marito, ora è rimasta vedova, è senza figli e si ritrova a ricominciare tutto da capo. Oltre ai debiti, il marito le ha lasciato solo la casa paterna, su cui però grava un’ipoteca. Un po’ per necessità, un po’ per vincere la depressione, Miranda ha l’idea di trasformarla in un bed and breakfast. Il suo fascino – coltivato poco negli anni del matrimonio – la colloca subito al centro delle attenzioni maschili: dal padrone di casa a un vecchio notaio, dall’uomo dell’impresa di pulizia a un giovane cliente dalla sessualità ambigua, Miranda è corteggiata da tutti, ammirata, contesa. Il gioco della seduzione le piace. Tutti la vogliono e lei incoraggia e si nega, si concede e scappa. Tutti si offrono di portarla via di lì per incominciare una nuova vita. Ma al momento opportuno, quando deve decidersi, prevale la sua concretezza: sceglierà la casa, e chi in quel periodo difficile le è fedelmente rimasto vicino.

 

sabato 8 aprile 2016 ore 21,00 / Garibaldi musica

Auand

AUAND DAYS

#occupybisceglie

con Piero Bittolo Bon, Francesco Diodati, Simone Graziano, Andrea Grillini, Filippo Vignato e tanti altri

 

L’apice di un itinerario che si svilupperà in spazi diversi per raccontare un’idea di musica e d’Italia. Alcuni dei più attivi e talentuosi musicisti della nuova scena nazionale legata al jazz e all’improvvisazione si incontrano a Bisceglie, accomunati da un’etichetta discografica che qui trova la sua origine. La città diventa palcoscenico diffuso e il Garibaldi reunion conclusiva con ospiti e sorprese.

 

sistemaGaribaldi

PROSPETTIVA NEWSKJI

27 – 29 aprile 2017

 

Capitolo ormai tradizionalmente dedicato alla danza.

 

giovedì 27 aprile 2017 ore 19,00 / Garibaldi danza

Sosta Palmizi/Raffaella Giordano

SOLO VOCE SOLARE

uno studio  aperto di Raffaella Giordano

pianoforte Arturo Annecchino

esecuzione tecnica Pier Marco Lunghi

 

Semplicemente la straordinaria opportunità di incontrare Raffaella Giordano. La danzatrice coreografa, fondatrice della mitica compagnia Sosta Palmizi, accoglie all’interno del suo processo creativo lo sguardo dello spettatore. Un libro come riferimento, di J.A.Baker, L’estate della collina (Ed. Gea Schirò 2008) e di mezzo gli incontri con Arturo Annecchino, Danio Manfredini, Federico Tiezzi, Fabio Biondi.

Non uno spettacolo, né uno studio. In scena frammenti del mondo naturale. Il viaggiatore discende nel linguaggio tra le sue più minute articolazioni e l’io diventa solo il punto d’origine della visione.

 

giovedì 27 aprile 2017 ore 21,00 / Garibaldi danza

Sosta Palmizi/Elisabetta Lauro

(ZERO)

direzione Elisabetta Lauro

di/con Elisabetta Lauro, César Augusto Cuenca Torres

assistenza alla creazione Gennaro Lauro

produzione Fondazione Musica per Roma e Cuenca/Lauro

co-produzione Associazione Sosta Palmizi, Associazione Invito alla Danza, Festival Oriente Occidente

realizzato con il sostegno di Gruppo Danza Forlimpopoli A.S.D, Premio Outlet A.C.S. Abruzzo Circuito Spettacolo e di Permutazioni/Zerogrammi.

Anticorpi XL 2014-15 – Visionari-Kilowatt 2015 – Premio Equilibrio Roma 2015

 

(Zero) è il punto mediano tra il negativo e il positivo, tra ciò che è prima e ciò che è dopo. Pura presenza, indicibile che, a differenza del passato o del futuro, non si lascia raccontare né progettare. Eppure oscillando tra memoria e immaginazione noi ci ostiniamo a ricercare e simulare una sua apparente stabilità. Su questo terreno malfermo ciascuno può avvertire, se attento, la presenza di un sottile e costante movimento interioreche ci accompagna e a tratti diventa così intenso e tangibile che non è più possibile ignorarlo. In questi momenti la nostra esistenza, pur ben definita e modellata, per scelta o causa di forza maggiore, cambia improvvisamente il suo corso e ci costringe a lasciar andare, ad abbandonarci alla tempesta dello zero. Non più programmi né progetti, nessuna struttura. La terra sotto i nostri piedi oscilla, siamo in balìa della prossima folata di vento o delle prossima onda passeggera.

 

venerdì 28 aprile 2017 ore 21,00 / Garibaldi danza      AB10

Compagnia Ezio Schiavulli/EZ3 Diffusione Coreografiche

NÊTE JINTE O PECCIÖNE DE LA TÈRRE (nato tra le cosce della terra)

concezione generale Michele Ardito & Ezio Schiavulli

percorso sonoro, live U’munacidde

costumi K.brunEEL, Donatella Scarati

scenografie Arnauld Flour

disegni Michele Ardito

creazione e regia luci Matthieu Patriarca

danzatori Palmiriana Sibilia, Gabriele Montaruli, Verdiano Cassone, Ezio Schiavulli

coreografie Ezio Schiavulli in collaborazione con i danzatori

 

È sorprendente il movimento di pubblico che questo spettacolo ha generato, simile alla danza e alla musica che lo abitano. Quattro danzatori sostenuti da una creazione musicale inedita e “live” del gruppo etno-folk italiano U’munacidde, composto da otto musicisti. Il lavoro musicale è il risultato di una lunga ricerca tra canti e musiche della Murgia (Puglia) che mette in luce i brani indegnamente dimenticati. La creazione coreografica concentra movimenti e atteggiamenti di un‘energia naturale del sud Italia, dove le differenze ritmiche nutrono le follie. Il progetto coreografico “Nete Jinte o Pecciöne Terre” nasce dalla volontà di ricostruire un‘energia e atmosfera del sud Italia, in chiave scenica, nel contrasto tra l‘astrazione e il concreto.

 

 

venerdì 29 aprile 2017 ore 18,00 / Garibaldi danza

giornata internazionale della danza

GIRODIDANZA

Libero Corpo/Menhir – Maria Francesca Guerra – Sonenalé – Equilibrio Dinamico

 

Il nostro focus si conclude in coincidenza (non casuale) con la giornata internazionale della danza dilagando oltre i confini del Garibaldi e mobilitando tutti quelli che amano la danza, amano ballare, giocare con il corpo, abitare il ritmo e la musica anche quando sembra non esserci. A custodire, punteggiare, arricchire la festa, il talento di un gruppo foltissimo di danzatori e l’esito degli atelier coreografici collezionati da Libero Corpo.

 

sistemaGaribaldi

EFFETTI COLLATERALI

 

La sezione, stavolta articolata in due parti, coglie delle occasioni e indaga ambiti complementari alla stagione, aprendone le porte a giovani compagnie (com’è il caso di Next, sezione promossa dal Tpp) o ad opere che, richiedendo una prossimità particolare della platea all’artista, vengono collocate nel percorso curato da Linea d’Onda e ospitato all’interno del suggestivo Frantoio Simone.

 

NEXT

tre passi nel futuro prossimo

 

20 gennaio 2017, ore 21,00

Oyes

VANIA

“tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame”

  1. Cechov

ideazione e regia Stefano Cordella

drammaturgia collettiva

con Francesca Gemma, Vanessa Korn, Umberto Terruso, Fabio Zulli

disegno luci Marcello Falco

costumi e realizzazione scene Stefania Corretti e Maria Barbara De Marco

organizzazione Giulia Telli

con il sostegno di fUnder 35 e MiBACT /Regione Umbria /Comune di Gubbio /URA

 

Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent’anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant’anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare.

Così scrive Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva sensazione di stagnamento e immobilismo che nasce la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche i nostri ospiti si ritrovano in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto tentano di sottrarsi al rischio di sopravvivere galleggiando nel “letame”.

 

domenica 29 gennaio 2017, ore 21,00

Eco di fondo

LA SIRENETTA

drammaturgia Giacomo Ferraù e Giulia Viana con il contributo della Compagnia

regia Giacomo Ferraù

con la collaborazione registica di Arturo Cirillo

con Riccardo Buffonini, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti, Giulia Viana

disegno luci Giuliano Almerighi

coordinamento coreografico Riccardo Olivier

produzione Eco di fondo / Campo Teatrale

con la collaborazione di LAB121

Sostenuta nell’ambito del progetto NEXT 2015

 

Tra ironia soffice e dramma feroce, partendo da casi di cronaca, dalle storie di adolescenti che si sono tolti la vita perché si ritenevano “sbagliati”, emarginati e non accettati, a scuola, a casa, dagli amici, uno dei gruppi più interessanti della nuova generazione teatrale lombarda, evoca lo sforzo disperato che un uomo deve compiere per farsi accettare per quello che è. La Sirenetta obbliga a riflettere sull’amore, quello più difficile, quello verso sé stessi ed il corpo che si abita e lo fa con una grazia e una sapienza che toccano, indicando le potenzialità di un gruppo che, per la prima volta, calca i palcoscenici pugliesi.

venerdi 17 febbraio 2017, ore 21,00

Nina’s Drag Queens

VEDI ALLA VOCE ALMA

drammaturgia e interpretazione Lorenzo Piccolo

disegno e realizzazione luci Andrea Violato

elementi di scena e costume Rosa Mariotti

regia Alessio Calciolari

tutor Daria Deflorian

nell’ambito della residenza artistica: Officina LachesiLAB

produzione: Aparte – Ali per l’Arte

co-produzione: Danae Festival

 

Sola in scena coi suoi fantasmi, una donna che donna non è, divisa tra l’amore e il disamore, tra la tragedia e la farsa, tra le grandi muse e le piccole massaie. Tenuta in vita da un filo sottile: il filo di un telefono.

Lo spettacolo è un monologo/melologo per drag queen solista. Prende le mosse da “La voce umana” di Jean Cocteau, dalla sua trasposizione in opera lirica, musicata da Francis Poulenc, ma anche da un fatto realmente accaduto. La bella e volubile Alma Mahler, musa di tanti artisti del novecento, ebbe una tormentata relazione con il pittore Oscar Kokoschka. Questi, da lei abbandonato, si fece costruire una bambola delle sue fattezze. Visse con la bambola, la ritrasse, le assegnò una cameriera, la portò in pubblico, finché un giorno, ubriaco, decise di dare un epilogo tragico alla vicenda. Un amore assurdo, violento, epico.

Questo è il primo esperimento di spettacolo solista da parte delle Nina’s Drag Queens.

 

AMORE INFRANTOio

a cura di Linea d’Onda

frantoio Simone

 

Sarà il frantoio Simone ad ospitare anche quest’anno i nostri Effetti Collaterali. Nella dimensione associativa propria di questa sezione, si conferma un appuntamento domenicale al mese, con proposte che, se per dimensioni ed esigenze sceniche richiedono un rapporto intimo fra “platea” e “palcoscenico”, rappresentano comunque con continuità le qualità che caratterizzano il progetto sistemaGaribaldi.

L’ingresso è riservato ai soci di Linea d’Onda*.

 

domenica 11 dicembre 2016, ore 18,00

Terrae

ANÒMALO TANGO

Vince Abbracciante fisarmonica

Rocco Capri Chiumarulo voce, canto

Davide Penta basso acustico, contrabbasso

 

Erede dell’esperienza politically – incorrect de I Tàngheri, formazione che fino ad alcuni anni fa ha cercato di scrollarsi di dosso gli stereotipi più stantii dell’universo/tango, questo spettacolo ritorna sul luogo del “delitto” alla ricerca del “movente” e propone un caminito delicatamente energico che rinnova l’omaggio al codice rioplatense, mix di più continenti e particolare modus di pensare il mondo. Dedicato a questa passione planetaria i cui natali sono rivendicati da più latitudini, ma per la quale è facile identificare un luogo che li racchiude tutti, l’anima, il lavoro chiede sostegno al jazz che risponde con rispetto, arricchendone il tessuto sonoro e sentimentale.

 

domenica 8 gennaio 2017, ore 18,00

Compagnia Bollini/Di Maio

DI COTTE E DI CRUDE

di e con Patrizia Bollini e Mara Di Maio

consulente musicale Palmi Pavone

 

Il cibo…
il dio cibo si potrebbe ormai aggiungere.
Ormai distante dalla sua naturale funzione viene idolatrato e consacrato da fiumi di critici, degustatori, gourmet, vip, casalinghe annoiate.
 Ecco allora, all’ombra delle abbuffate natalizie, l’incontro visionario tra due foodblogger rampanti e i loro followers: “reginette” dei fornelli di dubbie capacità culinarie, che si lanciano in aneddoti, confidenze, giochi e ovviamente premiazioni dei fedeli internauti fino ad arrivare all’ultima e unica ricetta, la più importante: la ricetta della vita. Uno sguardo irriverente sull’ultima forma d’arte che imperversa in tutti i media, tanto da diventare grottesca, ridicola, noiosa, immangiabile: la cucina.

 

domenica 12 febbraio 2017, ore 18,00

Malalingua

OSTINATA PASSIONE

da “Con ostinata passione” di Gianluca Sciannameo

di e con Marianna de Pinto

supervisione artistica Marco Grossi

luci e video Gennaro de Pinto

 

Italia. Seconda metà degli anni Cinquanta. Il cambiamento si respira e a raccontarlo, con spirito critico quella stagione così ricca di avvenimenti, tensioni, cambiamenti, c’è un piccolo gruppo di registi cinematografici che fanno del documentario un vero e proprio strumento di appassionata lotta culturale. Tra questi c’è una donna: Cecilia Mangini. Testarda, anticonformista,
appassionata nel suo tentativo costante di
raccontare un mondo che va scomparendo, incapace di resistere all’avanzata
del “progresso”, ma che ancora ha qualcosa
da dire. La storia emblematica di una reporter coraggiosa che, nel far sopravvivere l’identità di un popolo in evoluzione, riesce a rivendicare e difendere la propria identità e libertà di donna e di artista.

 

 

domenica 26 marzo 2017, ore 18,00

Thalassia teatro

CAMMELLI A BARBIANA

un racconto su Don Lorenzo Milani

di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia

con Luigi D’Elia

regia Fabrizio Saccomanno

con la collaborazione della Fondazione Don Lorenzo Milani e del festival Montagne Racconta (Treville, Montagne – TN)

 

Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. (Matteo 10,32-11,5)

Torniamo alla storia di Lorenzo, guida di questa nostra stagione, stavolta scritta a quattro mani da Francesco Niccolini e Luigi D’Elia: scritta per essere narrata. Un racconto a mani nude, senza costumi e senza scena. Solo una sedia e un rosario fabbricato con i legni dei boschi di quell’Appennino. Un racconto duro, amaro, ma allo stesso tempo intessuto di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stato Barbiana, e con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che, un giorno, videro un cammello volare sulle loro teste.

 

 

domenica 23 aprile 2017, ore 18,00

Kuziba Teatro

RITA

di e con Raffaella Giancipoli

assistente alla regia Bruno Soriato

disegno luci Tea Primiterra

consulenza linguistica Tommaso e Katia Scarimbolo

con il sostegno di Tra il Dire e il Fare, Spazio PolArtis

Spettacolo finalista Premio Scenario 2007

 

Ci sono storie che è meglio scordare, fatti che non bisogna mai pronunciare.
Rita è un viaggio nella memoria di una donna anziana del Sud: un gioco di specchi tra passato e presente, tra racconto e vissuto, tra parola e azione. Storia di una ragazzina come tante che subisce la violenza del padre; di una giovane donna diversa dalle altre che decide di affrontare il suo destino e cambiarlo, abbandonando quella casa teatro di violenza e segreti; di un’anziana che decide di medicare quella ferita antica e pulsante, raccontandola. Rita è contemporaneamente uno spettacolo sulla violenza domestica e sul coraggio di rompere la catena fatta di silenzi e rassegnazione. Ma è soprattutto la prova evidente del potere salvifico della testimonianza.

 

 

*Linea d’Onda, associazione di bonifica culturale, è uno dei principali partner del Garibaldi. Promuove attività culturali e formative autogestite, muovendosi fra le città di Bari, Molfetta, Ruvo e Bisceglie, collaborando con l’associazione Ubuntu di Putignano e La luna nel pozzo di Ostuni. Informazioni possono essere rilevate dalla sua pagina FaceBook, scrivendo a info.lineadonda@gmail.com o telefonando 338.1425827


 

sistemaGaribaldi

IL GARIBALDI DEI RAGAZZI

 

Di seguito l’offerta dedicata ai ragazzi che comprende anche le domenicali. L’orario dei matinée, abitualmente alle 10,00, può essere modificato per il raddoppio delle repliche e dunque non sarà indicato che al momento della prenotazione (indispensabile).

 

Sezione scuole elementari, medie e domenicali

LA MAGNIFICA SPREGIUDICATEZZA DELL’INFANZIA

 

domenica 4 dicembre 2016 ore 18,00

Nando & Maila

SCONCERTO D’AMORE                                                                               

le acrobazie musicali di una coppia in disaccordo

di e con: Ferdinando D’Andria e Maila Sparapani

collaborazione artistica: Marta Dalla Via, Carlo Boso

disegno luci e audio: Federico Cibin

scenografie: Ferdinando D’Andria, Studio Sossai

messa in scena: Luca Domenicali

 

Spesso le cose più interessanti sono le più folliF. Fellini

Per quanti hanno avuto modo di frequentare il prologo di due stagioni orsono, sarà facile rammentare la forza del nuovo circo. Questo lavoro animato da due straordinari clown, ne è uno scintillante esempio. Acrobazie aeree, giocolerie musicali e prodezze sonore costituiscono gli ingredienti di uno spettacolo di grande fascino, capace d’incantare tutti, grandi e piccoli, coinvolgendoli in un gioco collettivo poetico e divertente. Nando e Maila interpretano una coppia di artisti – musicista eclettico lui e acrobata lei – eternamente in disaccordo. Il loro sarà un inseguirsi continuo, stuzzicarsi incessante: un gioco fatto di dispetti semplici e citazioni sorprendenti. E musica: molta musica!

 

lunedì 5 dicembre 2016

Nando & Maila

KALINKA                                                       età consigliata: dai 6 anni indirizzo: elementari

di e con Maila Sparapani e Ferdinando D’Andria

regia di Luca Domenicali

 

Un varietà circense dove la musica dal vivo s’intreccia con gags, tormentoni, acrobazie aeree e giocolerie.
Una visione scintillante che incanta lo sguardo ingenuo dei bambini e porta sorrisi. Nando e Maila sono una coppia felliniana: lui (Mascherpa) è uno sgangheratissimo impresario-presentatore-spalla, lei (Maila Zirovna) è una non meno pasticciona primadonna venuta-scappata-scacciata, vai a capire, dalla grande tradizione circense russa. Spassosamente cialtroni, i due portano in scena una carica ludica e tenera che innerva screzi, frecciate, dispetti e che si arricchisce man mano di poesia. Un viaggio dal folclore russo a quello sudamericano, passando per suggestioni arabe, tzigane, canti sardi e pizziche tarantate. Una festa insomma, alla quale è difficile sottrarsi.

 

venerdì 6 gennaio 2017 ore 18,00

Cantieri Teatrali Koreja

OPERASTRACCI

da un’idea di Enzo Toma e Silvia Ricciardelli

con Anna Chiara Ingrosso, Emanuela Pisicchio, Fabio Zullino

regia, drammaturgia e costumi Enzo Toma

scenografia e Luci Lucio Diana

cura della messa in scena Silvia Ricciardelli

scene realizzate da Mario Daniele

cura tecnica Alessandro Cardinale

sarta di scena Angela Chezzi

cura della produzione Laura Scorrano

 

“Quando ero piccolo a casa dei miei nonni l’unica musica erano le arie del melodramma, mio nonno non aveva studiato ma le conosceva tutte a memoria e così, d’allora, mi accompagnano ogni volta che incontro la tenerezza, la rabbia, l’amore. Misteriosamente affiorano alla memoria possenti voci di tenori, altissime note da soprano. Non so perché ma so che mi piace”. Uno spazio scenico simile a un ring, ricoperto di stracci che diventano tutto: veli, palloni, guantoni, pance, bambole, figure animate; che giocano con gli attori assumendo decisamente il ruolo di protagonisti di una storia d’amore. Occorrono 30 metri di stoffa per confezionare una sola delle sorprendenti marionette, un’ora per raccontare la storia e i sentimenti dei due ragazzi e molto tempo per dimenticare uno spettacolo come questo.

 

capitolo/TEATRI DI CONFINE 4/7 febbraio 2017

 

Sempre il teatro abita il confine poiché di fatto si manifesta su quella soglia che separa platea e palcoscenico, spettatore e attore. Ci sono però teatri che raccontano un confine per superarlo e offrire allo sguardo, all’intelligenza e al cuore, un’apertura: un’altra prospettiva. Da quest’anno nasce un nuovo capitolo della nostra stagione che confidiamo possa coinvolgere non soltanto il pubblico dei ragazzi, ma anche quello degli adulti e in particolare degli educatori.

L’invito, per questa stagione, è a un confronto aperto su quel confine che chiamiamo handicap.

 

sabato 4 Febbraio 2017 ore 18,00

La luna nel pozzo/Il Gabbiano – progetto INCONTRA

nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” del Ministero della Gioventù

BIUTIFOOL

Esito del percorso formativo curato da Robert Mc Neer e Pia Wachter

 

Cos’è la bellezza? È davvero quella confezionata nelle riviste di moda? E se fosse tutt’altra cosa? Se la bellezza fosse nella piega, in quello che normalmente consideriamo inadeguato? Se la bellezza fosse la grazia del clown, la piega scostumata di un sorriso impertinente, l’inconsueta postura di uno sguardo sorpreso, la parola sbandata di una lingua che batte? Se la bellezza fosse nell’incontro piuttosto che nel giudizio? Il progetto INCONTRA, ospitato ad Ostuni da quell’incantevole realtà che è La luna nel pozzo, è un viaggio di due anni che un gruppo di 15 ragazzi diversamente abili e un team di 13 volontari stanno compiendo, grazie al supporto di registi, scenografi, musicisti e costumisti, per portare in scena lo spettacolo che vedremo.

 

domenica 5 Febbraio 2017 ore 18,00

lunedì 6 Febbraio 2017

Factory Compagnia Transadriatica/TIR Danza

DIARIO DI UN BRUTTO ANATROCCOLO                                                          

età consigliata: dai 9 anni indirizzo: elementari e medie

da H.C. Andersen di Tonio De Nitto

con Ilaria Carlucci, Francesca De Pasquale, Luca Pastore e Fabio Tinella

collaborazione al movimento coreografico Annamaria De Filippi

musiche originali di Paolo Coletta

scene di Roberta Dori Puddu

costruzione oggetti Luigi Conte

costumi di Lapi Lou

luci di Davide Arsenio

regia di Tonio De Nitto

 

Diario di un brutto anatroccolo” coniuga diversi linguaggi come il teatro e la danza, a partire da un classico per l’infanzia. Uno spettacolo attraverso il quale Factory continua l’indagine sul tema della diversità e dell’integrazione centrando a pieno il senso dell’opera di Andersen. Un piccolo cigno, creduto anatroccolo, compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo. La nascita, il rifiuto da parte della famiglia, la scuola, il bullismo, il mondo del lavoro, l’amore… Si gioca con leggerezza e creatività a trasformare piccoli elementi contemporanei per evocare ogni singola situazione della fiaba, attraverso le musiche originali composte da Paolo Coletta che reinterpreta Tchaikovsky. In scena al suo debutto sul palcoscenico, tenera e incantevole, Francesca De Pasquale.

 

martedì 7 Febbraio 2017

Teatro Pirata

VOGLIO LA LUNA

età consigliata: dai 4 anni indirizzo: materne/elementari e medie

finalista al Premio Scenario Infanzia 2010 – premio Eolo Award 2013 Miglior Progetto Educativo

ideazione e regia Simone Guerro
drammaturgia Lucia Palozzi
con Diego Pasquinelli, Fabio Spadoni, Simone Guerro

allestimento e figure Ilaria Sebastianelli, Alessio Pacci

 

Fabio è nella sua cameretta, alle prese con i suoi giochi ma soprattutto con comandi, raccomandazioni e rimproveri della mamma. Non è per niente tranquillo, gli sembra che le cose non vadano mai come lui vorrebbe. È notte e, come per magia, viene svegliato da un soffio di vento: proprio nella sua camera è venuta a trovarlo la luna. E’ bellissima, grande, luminosa. Giocano insieme e poi lei vola via… “L’idea di questo spettacolo nasce dall’incontro con Fabio Spadoni, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down. Fabio ha uno sguardo aperto al mondo come quello dei più piccoli e la capacità di credere che se si vuole davvero qualcosa sia possibile ottenerla. Ha lavorato da vero attore, con serietà e precisione, creando un personaggio unico, la cui simpatia è pari solo alla sua poeticità.

domenica 5 marzo 2017 ore 18,00

lunedì 6 marzo 2017

Armamaxa teatro

LA REGINA DELLE NEVI

piccola operina rock

 età consigliata: dai 7 anni indirizzo: elementari e medie

con Giuseppe Ciciriello, Deianira Dragone e con Piero Santoro

disegno luci Francesco Dignitoso

elaborazioni musicali Mirko Lodedo

costumi Lisa Serio

macchinista Piero Santoro

progetto Enrico Messina e Giuseppe Ciciriello

regia Enrico Messina

 

“Babe I gotta go away from this place. I’ve got to quit you. Don’t you hear it callin’ me?”

Robert Plant, Led Zeppelin

La Regina delle Nevi di Andersen racconta dell’amicizia tenera e strettissima tra due ragazzi, Gerda e Kay. E di come la piccola Gerda, resasi conto della “perdita” del suo caro e amato compagno di giochi tra le rose del loro giardino, sia pronta a mettersi in cammino per cercarlo, “cogliendo” l’occasione per lasciare il mondo protetto dell’infanzia e avventurarsi in quello incerto e conflittuale dell’adolescenza. E’ una storia di quel delicatissimo passaggio confortato dall’amicizia.

Ci sono i giochi, gli incontri, le paure, la musica e un’amicizia gratuita, senza condizioni, che vince. Forse un amore. Per questo ,per raccontare questa storia sono stati scelti: la neve, un’altalena, lo specchio, i Led Zeppelin e petali di rosa… bianchi.

 

mercoledì 8 marzo 2017

Abbonadanza Bertoni

ROMANZO D’INFANZIA

età consigliata: dagli 8 anni – indirizzo: elementari, medie, superiori

 

coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni

vincitore del Premio Stregagatto 1997/98

testo Bruno Stori

regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori

musiche Alessandro Nidi

ideazione luci Lucio Diana

elaborazioni sonore Mauro Casappa

costumi Evelina Barilli

 

A vent’anni dalla sua realizzazione viene ripreso uno spettacolo mitico che ha inaugurato la stagione della danza dedicata ai più piccoli, con il contributo di una squadra di eccezione. L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante. Si può scheggiarlo e offuscare la potenza della sua luce. E questo è male? Non so, ma fa male, molto male.

Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici. E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore.

Tra gli eterni deboli ci sono i bambini. Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli.

Una dedica a tutti coloro che non possono fare a meno dell’amore.

 

marzo 2017

Burambò

SECONDO PINOCCHIO

età consigliata: dai 5 anni indirizzo: materne, elementari e medie

di e con Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli

premio Eolo Awards 2014

 

Pinocchio alla catena ulula come un cane. Il burattinaio lo libera ricordandogli che la scena che lo vede braccato dal contadino è stata tolta dal copione. La finzione è dichiarata e il nostro protagonista, tranquillizzato, può finalmente raccontarci la sua storia, ma potrà restarne fuori? Due strepitosi burattinai ci conducono sul sentiero di Collodi sino a svelarci come Pinocchio diventa un bambino in carne ed ossa. Gli animatori sono anche interpreti di alcuni personaggi come il gatto e la volpe, il guidatore del carro e la fatina che prepara la medicina. Attraverso l’utilizzo degli espedienti teatrali più vari che uniscono al teatro di figura quello d’attore, la grande storia vede esaltati i suoi aspetti più paradossali, ma nell’ilarità si aprono grandi e sorprendenti spazi di commozione che restituiscono al classico la sua altezza e ai bambini l’opportunità di percepirla con l’emozione.

domenica 2 aprile 2017 ore 18,00

lunedì 3 aprile 2017

Teatri di Bari/Progetto Senza Piume Teatro

AHIA!

età consigliata: dai 6 anni indirizzo: elementari e medie

drammaturgia e regia Damiano Nirchio

assistente alla drammaturgia e alla regia Anna de Giorgio

con Lucia Zotti e Raffaele Scarimboli

pupazzi Raffaele Scarimboli

luci e suoni Carlo Quartararo

scene Bruno Soriato

costumi Cristina Bari

cura del movimento Anna Moscatelli

video-editing e grafica Punes

 

In quel luogo dove le anime si preparano a nascere per la prima o per l’ennesima volta, c’è un problema: una piccola anima proprio non ne vuole sapere di venire al mondo. L’Ufficio Nascite e il Signor Direttore le hanno provate tutte per convincerla, ma niente! Tutti fanno la fila, si danno dei gran spintoni pur di vedere com’è fatta la Vita e lei invece proprio non ne vuole sapere. Una donna anziana che racconta dell’essere bambini, della paura, delle piccole e grandi difficoltà. E di quel rifiuto, dei piccoli come dei grandi, di affrontare e attraversare tutto ciò che non è piacevole, facile, immediatamente ottenibile, faticoso. Per scoprire però che forse, proprio come nelle fiabe, senza quegli scomodi “Ahia!” non si può costruire nessuna felicità, né la Vita. In delicato, poetico e felicissimo equilibrio, la narrazione di contenuti profondi e la colorata ironia del gioco scenico.

 

sezione scuole medie superiori

RIBELLARSI È GIUSTO

 

17 – 18 novembre 2016, ore 10,00

Bottega degli Apocrifi

LORENZO MILANI   chiedi se mi riconosco                     

vedi prologo

 

13  Dicembre 2016, ore 10,00

Diaghilev

LENÒR                                                                                     

di Enza Piccolo, Nunzia Antonino e Carlo Bruni

con   Nunzia Antonino

regia Carlo Bruni

abito Luigi Spezzacatene per Artelier

 

“Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi.  Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto.”

Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità. Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora sul sentiero di questo tempo difficile.

 

12 – 13 gennaio 2017, ore 10,00

Tra il dire e il fare/La luna nel letto

ELSE                                                                                        

vedi stagione di prosa

 

8  Febbraio 2017, ore 10,00

La Corte Ospitale

STASERA SONO IN VENA                                                     

di e con Oscar De Summa

coproduzione con Armunia – Festival Inequilibrio

 

“Io sono qui! Sono vivo!
Dopo aver passato una stagione all’inferno, dopo aver attraversato la bruttura che cambia le linee del volto, le rende dure e sinonimo di dolore.
Il dolore che si nasconde in ogni piega del corpo, il dolore che detta le azioni da compiere proprio per sottrarsi a quel dolore. Un dolore fisico prima di tutto, un dolore che conforta e ci distrae da un dolore ancora più grande, quello della nostra anima, quello del nostro spirito che non trova collocazione nella società. Quello del nostro sentirsi sempre inadeguati, fuori luogo.
Ed è qui che prima di tutto fa breccia l’idea di una “Panacea per tutti i mali”, una medicina che ci tolga dall’imbarazzo di vivere, è qui che fa il suo ingresso trionfale ed incontrastato “la droga””.

Stasera sono in vena è uno spettacolo ironico e amaro al tempo stesso, un racconto semplice: si sorride spesso tranne che in alcune fratture che interrompono la narrazione e ci ricordano che quello di cui stiamo parlando è vero, è successo.

 

8 marzo 2017

Abbonadanza Bertoni/teatro danza

ROMANZO D’INFANZIA

vedi sezione elementari e medie

 

21  marzo 2017, ore 10,00

Crest

CAPATOSTA                                                                                 

scritto da Gaetano Colella

regia Enrico Messina

con Gaetano Colella e Andrea Simonetti

composizione sonora Mirko Lodedo

scene Massimo Staich
disegno luci Fausto Bonvini

 

“Come si chiamava il libro che parlava di Napoli? Gomorra. Ecco, questa città invece è Sodoma, perché ognuno non pensa altro che a metterla in culo al prossimo“.

Siamo nello stabilimento più grande d’Europa, l’Ilva. Siamo in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi.  Due operai: un veterano, venti anni di servizio alle spalle e un carattere prepotente, il secondo una matricola di venticinque anni. Potrebbero essere padre e figlio. E forse lo sono davvero. In questo stabilimento dal 1962 ci sono generazioni di operai che si avvicendano, si confrontano, si scontrano e si uniscono. Il racconto di un conflitto assurdo fra salute e lavoro.


 

abbonarsi al Garibaldi

I MAGNIFICI DIECI

 

1          venerdì 2 dicembre 2016 ore 21,00     

Khora Teatro

MADAME BOVARY

da Gustave Flaubert riscrittura di Letizia Russo

con Lucia Lavia

 

2          venerdì 16 dicembre 2016 ore 21,00   

Kismet/Teatri di Bari

IL MALATO IMMAGINARIO

una riscrittura da Moliere di Teresa Ludovico

con Augusto Masiello, Marco Manchisi

 

3          venerdì 13 gennaio 2017 ore 21,00     

Tra il dire e il fare/La luna nel letto

ELSE

da Arthur Schnitzler di Nunzia Antonino e Carlo Bruni

con Nunzia Antonino

 

4          venerdì 27 gennaio 2017 ore 21,00 / Garibaldi musica           

Compagnia della Luna/Casa Editrice Alba

LA MUSICA È PERICOLOSA 

uno spettacolo di Nicola Piovani

 

5          venerdì 10 febbraio 2017 ore 21,00     

Teatri Uniti di Napoli

I GIOCATORI

Els jugadors di Pau Mirò

con Renato Carpentieri, Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Luciano Saltarelli

 

6          venerdì 3 marzo 2017 ore 21,00          

Enfi Teatro

STORIE DI CLAUDIA

di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi

con Claudia Gerini

 

7          venerdì 17 marzo 2017 ore 21,00 / Garibaldi musica  

Centro Teatrale Bresciano/Promo Music

IL SECONDO FIGLIO DI DIO                                            

con Simone Cristicchi

 

8          venerdì 24 marzo 2017 ore 21,00 / Garibaldi danza    

Compagnia Zappalà Danza

INSTRUMENT 1

coreografie e regia Roberto Zappalà

 

9          venerdì 7 aprile 2017 ore 21,00           

Nuovo Teatro/Fondazione Teatro della Toscana

LOCANDIERA B&B

con Laura Morante

regia Roberto Andò

 

10        venerdì 28 aprile 2017 ore 21,00 / Garibaldi danza     

Compagnia Ezio Schiavulli/EZ3 Diffusione Coreografiche

NÊTE JINTE O PECCIÖNE DE LA TÈRRE (nato tra le cosce della terra)

concezione generale Michele Ardito & Ezio Schiavulli

platea 170,00
platea ridotto 150,00
prima galleria 130,00
prima ridotto 100,00
seconda galleria 90,00

 

 

sistemaGaribaldi

SQUOLA GARIBALDI

il teatro impara

l’offerta formativa

 

A chiarirne le coordinate della nostra offerta formativa i due “errori” che sottolineano l’intento di non farne un’istituzione, né mimare le ambizioni di una scuola, ma marcarne piuttosto le caratteristiche di laboratorio artigiano, in cui tecniche e poetica si apprendono per contagio, condivisione di un percorso di lavoro e di ricerca. Un laboratorio in cui, appunto, s’impara insegnando.

formazione coreutica professionale 2015/17

LIBERO CORPO

LIBERO CORPO è un percorso di formazione e avviamento professionale nell’area coreutica “del contemporaneo” nato dalla relazione con un teatro comunale, da due stagioni custodito dal Teatro Pubblico Pugliese, e dal dialogo con Menhir, una compagnia da tempo impegnata su questo fronte. L’ampia rete di esperienze messe in gioco dalle compagnie professionali pugliesi coinvolte nel progetto e la complicità con la Compagnia Zappalà Danza e il Centro Coreografico Nazionale di Catania diretti da Roberto Zappalà accentuano un’idea d’apertura, capace di superare i confini di genere ed esercitarsi in un costante dialogo fra tradizione e tradimento.

LIBERO CORPO sceglie nell’impostazione una dimensione biennale e piuttosto che simulare un’accademia, si configura come un laboratorio di ricerca, aperto alle influenze del territorio e del tempo, senza rinunciare ad una direzione identitaria, definita dal partenariato con una compagnia e con un progetto stanziale come quello espresso dal Garibaldi.

 

direzione                                                                         Giulio De Leo

coordinamento generale                        Servizio Attività di Danza del Teatro Pubblico Pugliese

coordinamento didattico e organizzativo                  Compagnia Menhir

con il supporto organizzativo di                                   Puglia Off

e la complicità di Roberto Zappalà, Compagnia Zappalà Danza, Centro Coreografico Nazionale di Catania, UNI- TANZ Lecce, Simona Bertozzi, Orazio Caiti, Maud de La Purification, Michele Di Stefano e Compagnia MK.

in collaborazione con Altradanza, Koreoproject, Equilibrio Dinamico, Sonenalé, Linea d’Onda, Esplorare, Azioni in danza.

 

Durata              biennale

Destinatari       subordinato ad audizione stagionale

 

corso propedeutico

TEATRO LABORATORIO sull’arte dell’attore

 

Il percorso nasce con l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura teatrale e le arti sceniche. Destinato a un nucleo di 15/20 allievi, si realizza fra il mese di novembre e il maggio 2017, articolandosi in due appuntamenti settimanali per 120 ore di pratica, a cui si aggiungono due appuntamenti mensili con 12 spettacoli da vedere e una conversazione al mese con un maestro di spicco della scena italiana.

Si accede al laboratorio dai quindici anni in su. Non sono richieste competenze particolari se non una motivazione in grado di giustificare l’impegno che comporta. La selezione è frutto di due giornate d’incontro (gratuite), il 9 e 10 novembre a cui si accede compilando una manifestazione d’interesse.

 

sezione scuole elementari e medie

LA MAGNIFICA SPREGIUDICATEZZA DELL’INFANZIA

 

primo itinerario

BAMBINI/LIBRO

laboratorio per la creazione di una biblioteca in carne e ossa

 

“Non so come sia accaduto, ma sin dalla prima volta ho capito che se c’è un mondo del quale tutti sono cittadini, è quello delle storie”                                                             Le streghe di Lenzavacche, S. Lo Iacono

 

Indirizzo

I libri custodiscono storie che tutti possiamo abitare, che a tutti offrono riparo, emozione, confronto o solo svago. Compagni di vita che però si corre spesso il rischio di non incontrare. Vivendo la lettura come un’imposizione piuttosto che come un’occasione di viaggio, di gioco e di scoperta, la si considera un obbligo temporaneo dovuto alla Scuola, di cui liberarsi appena finito il ciclo di studi.

Questo laboratorio vuole sostenere lo sforzo che gli insegnanti compiono per promuovere la lettura, con gli strumenti del gioco teatrale, della narrazione: mira a far emergere il potenziale lettore che si nasconde dentro ogni bambino, favorendo l’incontro con il libro.

Nel titolo il riferimento a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury: una suggestione, più che un testo di riferimento, che tuttavia, in coda, parla di uomini che considerando un bene irrinunciabile la letteratura, decidono d’incarnarla, divenendo essi stessi, facendo della loro stessa memoria Libro.

Così tenteremo, attraverso il linguaggio teatrale e il gioco scenico, di dar vita a un coro di bambini e bambine libro: dei veri e propri corpi-racconto che insieme comporranno una biblioteca vivente, disposta a farsi leggere. Un’esperienza che ci sembra possa seminare dentro ciascuno un piccolo e duraturo innamoramento.

 

Durata              12 incontri da 2 ore

Destinatari       max 25 alunni di scuola Primaria

 

secondo itinerario

PRESENTE!

laboratorio di ricerca teatrale

 

Io credo che la scuola dovrebbe sempre mettere al centro la bellezza nelle attività proposte ai bambini. Ma per potere incontrare la bellezza bisogna compiere a volte lunghe manovre di avvicinamento. Bisogna fare un po’ di vuoto intorno, cercando nel silenzio la quiete e la concentrazione capaci di aprirci all’ascolto. Soprattutto dobbiamo trovare e regalarci tutto il tempo necessario per non fare le cose in fretta e con superficialità. La scuola, per me, non deve imitare ciò che accade nella società, ma operare per contrasto, in modo critico e concreto. Se tutti corrono, ci vuole un luogo dove poter andare lenti. Se andiamo lenti aumentano le possibilità che arrivino tutti e forse si apre l’opportunità di incontrare davvero profondamente qualcosa. Perché per arrivare a osservare i movimenti di una nuvola, ascoltare un racconto, trovare con un gesto il tratto e il colore per una pittura o scrivere parole sincere ed autentiche, ci vuole tempo, tanto tempo.

  1. Lorenzoni

 

In reazione all’esagerata esposizione tecnologica dei piccoli, sempre più frequentemente esposti a schermi di varie dimensioni, si propone un percorso teatrale che prevede il coinvolgimento dei ragazzi e dei loro insegnanti: un percorso che non mira alla formazione di attori o alla costruzione di uno spettacolo, quanto piuttosto a favorire l’ascolto, la capacità di reagire allo spazio, ai suoni, agli altri corpi, l’attenzione, la cura, attraverso l’esercizio teatrale.

Bambini e ragazzi hanno bisogno del mondo reale per nutrire i loro pensieri e la loro immaginazione, hanno bisogno dei loro corpi tutti interi, di sentire il respiro e il contatto dei compagni, di guardarsi negli occhi per imparare a riconoscersi.

L’utilizzo di strumenti teatrali s’incastra nel percorso didattico ordinario. Il canto, il ritmo e il movimento espressivo, si dispongono a supportare un’esplorazione personale e di gruppo che attiene al programma ordinario per reinventarla. Questo “lavoro” condiviso da ragazzi e insegnanti, rigenera la relazione, restituendo all’apprendimento il carattere di scambio, scoperta, gioco, in un’atmosfera in cui i linguaggi artistici si mescolano a quelli pedagogici e la libertà di espressione guadagna spazio, viene incoraggiata e stimolata, proprio per la possibilità che la particolare condizione offre di sbagliare, cimentarsi, giocare e dunque apprendere.

 

 

Durata              12 incontri da 2 ore

Destinatari       un gruppo misto di studenti ed insegnanti da definire

 

terzo itinerario

STRANFIERI, STRANFANTI E RATATUIA

laboratorio di teatro e costruzione di oggetti animati

 

Ci dobbiamo occupare dei bambini e dare loro la possibilità di formarsi una mentalità più elastica, più libera, meno bloccata, capace di decisioni. E direi, anche un metodo per affrontare la realtà, sia come desiderio di comprensione che di espressione. Quindi, a questo scopo, vanno studiati quegli strumenti che passano sotto forma di gioco ma che, in realtà, aiutano l’uomo a liberarsi.                          Bruno Munari

 

La ratatuia, termine rimasto in uso nel dialetto dall’occupazione francese nel Nord Italia (in francese ratatuille vuol significa scarto, spazzatura) è tutto ciò che è stato qualcos’altro e ora non lo è più: in altre parole carabattole, scarti, ciarpame. Gli stranfieri e gli stranfanti sono strani giocattoli, marchingegni, oggetti stravaganti nati da invenzioni mirabolanti che non servono a uno scopo preciso e mescolano gli scarti per inseguire i sogni… Animare l’inanimato per riscoprirne magari il senso. Si tratta non tanto di “muoverlo”, quanto di indagarne l’anima, mettendola in movimento. Mettersi in ascolto della materia, di un oggetto: “ascoltarlo” per capire la sua storia segreta e raccontarla o nel migliore dei casi fargliela raccontare.

Il lavoro di relazione con gli oggetti e i materiali è un allenamento prezioso che ci prepara all’ascolto dell’altro, e allo stesso tempo è una possibilità espressiva potentissima per il racconto di sé.

Attraverso stranfieri e stranfanti il corpo e la voce si modificano aprendo nuove porte alle emozioni, ai pensieri. Il percorso è strutturato in fasi che il bambino può ripercorrere anche da solo, acquisendo la competenza necessaria ad affrontare manipolazioni e trasformazioni, viaggi creativi e ad allestire una propria palestra, in cui allenare i muscoli della fantasia.

 

Durata              12 incontri da 2 ore

Destinatari       max 25 bambini fra i 6 e gli 11 anni

 

sezione scuole medie superiori

RIBELLARSI È GIUSTO!

Per quanto sia propria della giovinezza la natura ribelle, il presente sembra tendere a farne un ingrediente estetico, da manifestare nell’individualità di ciascuno, attraverso forme precotte, rese ampiamente disponibili dal mercato e presto ricondotte al rango di uniformi, riconoscibili, classificabili, consumabili, insomma, mode. Non che il passato sia stato immune dal rischio, ma la velocità della rete e la sofisticatezza di un mercato che sempre più sembra poter fare a meno dell’umano, tendono a degradare ogni forma di ribellione in due grandi categorie: quella del commerciabile e quella del patologico. La prima, per quanto possa risultare assurda, immediatamente messa a profitto; la seconda spazzata via nei mille modi che la grande discarica offre. Si diventa amici con un click che lascia spazio anche alle aggregazioni più eccentriche; ci si spegne per un click, con ipocrita sorpresa dei media, rinunciando alla propria personalità, quando non tragicamente a un’espropriata vita.

No, non c’immaginiamo che un laboratorio teatrale possa risolvere il dilemma, presumiamo piuttosto che il teatro possa ancora rivelarsi luogo adatto ad un indagine più profonda e dunque, partendo da un’antica musicale asserzione – ribellarsi è giusto! – proponiamo un’indagine teatrale sull’argomento, da condividere con un gruppo di studenti e magari d’insegnati interessati.

Nel “tumulto della vita mortale”, come dice Amleto, travolti dagli avvenimenti del mondo, nella fatica di un quotidiano che stenta a produrre fiducia, i miti ci offrono un approdo prezioso. Attraverso di loro le domande che c’incalzano possono trovare ristoro, recuperando senso e ruolo di spinta, piuttosto che intralcio e paura. Ribellarsi è giusto? Perchè non interrogare sull’argomento una figura mitica, esperta dell’argomento, che ha ispirato, attraversato, connesso storie e che ancora oggi possiamo riconoscere come pietra di paragone per altre, magari più vicine, analoghe figure, storie ribelli?

 

Antigone

“Ovunque violenza, nel borgo … Mugolìo palpitante di sangue/ di piccoli al seno/ caldo del latte materno./ Razzie, gente sbandata: è intimo intreccio/ … Rovina di frutti, confusi per terra/ … Per le giovani schiave, nuove miserie …/ … notte d’amore strappata col ferro/ da un uomo che ha vinto, nemico prepotente, timore che questo sarà rito/ di nozze, strida, a suggello di pene colme di pianto”…. Sentite la guerra? La stessa di cui ogni giorno siamo distratti testimoni, come se qualche miglia potesse rendercene immuni. Incapaci di percepirne la paura, il dolore, la distruzione che pure le notizie e le immagini non mancano di illustrarci, ci proponiamo di contenerne le conseguenze con espedienti d’ogni genere, persino ricorrendo a ridicoli per quanto tragici muri. Ma qui le guerre illustrate sono persino meno pericolose di quelle sotterranee e sui piani inferiori la nostra coscienza assopita non è nemmeno chiamata in causa perché ignorante.

Ribellarsi è giusto! Sì, ma che significa” Che significato può avere e che forme può adottare oggi una ribellione che, ad esempio, accolga come costitutivo ormai il bisogno di pace?

E quell’Antigone che è in ciascuno di noi che scelte adotterà? Sarà capace di non soccombere sotto il peso di quell’interrogativo? Sarà capace di distinguere fra una legge ingiusta e una giusta causa? E Creonte avrà avuto veramente torto?

 

Durata              15 incontri da 2 ore

Destinatari       max 30 allievi

 

intercultura

PENNY WIRTON/Bisceglie

un laboratorio per imparare la lingua italiana

 

“Qui uno non aiuta, ma cerca aiuto, e da questo lavoro si può ricavare più miele che da tutti i fiori di Marienbad”.                                                                      Franz Kafka

La Penny Wirton è una scuola di lingua italiana per stranieri ideata da Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi con sede centrale a Roma e filiali in diverse città italiane. I suoi corsi sono attivati grazie al contributo di uomini e donne disposti a insegnare in modo gratuito. Seguendo l’impianto sviluppato dallo scrittore/giornalista romano, non proponiamo il surrogato di un corso d’italiano per stranieri, ma un laboratorio permanente dedito al dialogo fra le culture e dunque allo sviluppo di una lingua comune capace di favorirlo.

 

Durata              indefinita

Destinatari       migranti

 

LA SQUADRA DEL GARIBALDI

 

direzione

Carlo Bruni

 

direzione tecnica

Sebastiano Cascione

 

organizzazione

Donato Di Clemente

 

coordinamento SQUOLA GARIBALDI

Giulio De Leo e Rossana Farinati

 

accoglienza e ufficio scuola

Daniela Rana, Laura Soldani, Walter Todisco

 

formatori

Nunzia Antonino

Raffaella Giancipoli

Rosellina Goffredo

Erika Guastamacchia

Pietro Naglieri

Annabella Tedone

Bruno Soriato

 

hanno collaborato alla realizzazione del prologo in qualità di Margherite

Sara Bevilacqua, Michele Cipriano, Vittorio Continelli, Arianna Gambaccini, Daniele Guarini, Emilio Nigro

 

sistemaGaribaldi ringrazia il personale e la dirigenza del Comune di Bisceglie per la preziosa complicità.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 14 ottobre 2016