AL VIA I RITI PASQUALI: SI INIZIA CON I SEPOLCRI

Cultura // Scritto da Fabrizio Ardito // 17 aprile 2014

AL VIA I RITI PASQUALI: SI INIZIA CON I SEPOLCRI


I riti della Pasqua si svolgono in forme tipicamente locali di vetusta tradizione. Dal pomeriggio del giovedì santo fino al sabato, la chiesa è in lutto: non si suona alcuna campana (secondo l’espressione popolare, “muoiono le campane”) e dappertutto si vedono i paramenti sacri di colore viola. In passato ance alle mucche che i lattai menavano per le strade de paese venivano tolte le campane dal collo. Le campane sono sostituite, in questi giorni, dalle terròzzue.

[tratto da “Leggende e tradizioni biscegliesi”, Mario Cosmai, 1980]

Cristo alla croce foto: Ignazio Ardito

Cristo alla croce
foto: Ignazio Ardito

La Pasqua è ormai alle porte e, come ogni anno, il giovedì di Settimana Santa iniziano tutti i riti e le tradizioni che caratterizzano il periodo. I riti della Settimana Santa si aprono come riporta lo stesso passo scritto da Mario Cosmai nel 1980. In ordine di tempo i primi sono i riti inerenti alla Domenica delle Palme e ai giorni successivi: come riportato da Mario Cosmai in “Leggende e tradizioni biscegliesi”, le Confraternite sono solite recarsi in Cattedrale per pregare.

Il giovedì santo perciò si addobba un altare con fiori, luci e quant’altro: è la tradizione dei cosiddetti sepolcri (sebbene la dizione corretta sia “altare della reposizione”), che secondo tradizione si fanno in numero dispari. Il termine sepolcri non è del tutto corretto: come giustamente esposto da Wikipedia, “nella tradizione e nel linguaggio popolare gli altari della reposizione vengono comunemente chiamati Sepolcri: soprattutto nei centri dell’Italia meridionale, dove con il termine “andare a fare i sepolcri” si intende proprio il visitare, a partire dal pomeriggio, il sepolcro di Cristo addobbato. L’usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori della Madonna) di questi allestimenti in varie chiese vicine, compiendo il cosiddetto giro “delle sette chiese” o “sepolcri”. Tale terminologia è impropria, perché in essi viene riposta l’Eucaristia, ossia le ostie precedentemente consacrate, che la Chiesa cattolica crede essere il segno sacramentale di Gesù Cristo vivo e risorto. L’altare della reposizione non è dunque un sepolcro che simboleggia la morte di Gesù, ma un luogo in cui adorare l’Eucaristia“.

La statua del Cristo in culla

La statua del Cristo in culla

Il venerdì santo il rito più sentito è l’incontro tra la Madonna Addolorata e del Cristo che porta la croce: la processione, che per la statua di Gesù Cristo (recentemente restaurato: sfogliate il nuovo numero di Bisceglie in Diretta in edicola con tutti i dettagli) parte da San Lorenzo, mentre il luogo dell’incontro avviene nei pressi del Calvario. E’ una delle tradizioni più sentite dai biscegliesi che per l’occasione si radunano a migliaia per assistervi. Mario Cosmai, nello stesso libro già citato precedentemente, riporta la tradizione, già soppressa negli anni Ottanta, di un secondo incontro presso la chiesa di San Domenico. Nello stesso giorno vi sono le processioni dei Misteri: le statue, risalenti anche al primo Settecento, sfilano per le vie della città raffigurano Gesù nell’orto degli ulivi, Cristo alla colonna, la Veronica, la Madonna desolata, la Pietà, Gesù che porta la croce, l’Ecce Homo, la Madonna Addolorata.

Il sabato santo, per tradizione, gli adulti partecipano alla veglia pasquale, mentre il lunedì successivo alla Pasqua è tradizione, soprattutto per i giovani, di uscire e di riunirsi in campagna (un po’ seguendo il detto “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi“): alla Pasquetta tuttavia, sempre secondo tradizione popolare e rilevazioni empiricamente raccolte, è altresì tradizione che immancabilmente il tempo si guasti (ad oggi le previsioni portano pioggia fino alle prime ore del giorno).

Altro rito biscegliese è l’evento della Passione Vivente: nel passato resa celebre dal Gruppo Scout, la tradizione è stata successivamente raccolta anche dal gruppo parrocchiale di San Lorenzo (qui video e immagini).

Fabrizio Ardito

Chi è Fabrizio Ardito

Giornalista pubblicista dal 2012, è studente di Marketing e Comunicazione. E' l'ispiratore dello spazio web del giornale cartaceo (all'inizio per l'allora Diretta Nuova, ora Bisceglie in Diretta), di cui è stato responsabile. Tra i suoi interessi ci sono la Politica, la Comunicazione, la Statistica, l'Astronomia e l'Informatica. Attualmente è redattore di Bisceglie in Diretta.




Cultura // Scritto da Fabrizio Ardito // 17 aprile 2014