Aggressione omofoba a Milano, la testimonianza del giovane biscegliese amico delle due vittime

Cronaca // Scritto da Vito Troilo // 25 gennaio 2017

Aggressione omofoba a Milano, la testimonianza del giovane biscegliese amico delle due vittime

«Erano in otto: avrebbero potuto derubarci in pochi secondi e invece li hanno massacrati di botte senza alcuna ragione». Segreteria nazionale di Arcigay riunita sul caso

Quale turpe psichica possa annidarsi nella testa degli otto individui, tutti italiani e di età compresa fra i 18 e i 25 anni, che hanno selvaggiamente aggredito due ragazzi nella notte fra sabato e domenica non è ancora dato di sapere. Michele, 24enne bitontino e Marcello, avellinese di 19 anni, sono per fortuna già in fase di guarigione (pur se hanno rimediato rispettivamente la rottura del setto nasale e una frattura all’osso frontale oltre che diversi ematomi ed escoriazioni): pugni, calci, persino una bottiglia spaccata in testa al giovane irpino nel bilancio di una spedizione punitiva all’uscita di una discoteca milanese.

L’allarme è stato lanciato da Francesco, un amico biscegliese delle due vittime con cui aveva noleggiato un’auto per la serata. La gravità dell’episodio sarebbe notevole in ogni caso, considerando ingiustificabile il ricorso a qualsiasi tipo di violenza: il fatto che i due ragazzi assaliti siano omosessuali è un’aggravante. «Uno degli aggressori ha rotto una bottiglia in testa a Marcello – ha raccontato Francesco al sito gaypost.it – e a quel punto gli altri si sono accaniti su di lui con calci e pugni. Michele ha preso diversi pugni in faccia al punto da finire semi svenuto sul cofano: l’auto era bianca ma l’ho vista diventare rosso sangue». Il giovane biscegliese ha aggiunto: «Ero chiuso all’interno del veicolo: se fossi uscito avrei rischiato di essere picchiato ma anche chiamare la Polizia sarebbe stato rischioso. Le portiere erano aperte e avrebbero potuto tirarmi fuori per darmele».

Secondo quanto affermato da Francesco, gli assalitori avrebbero anche rubato un telefono e il portafogli di Marcello. Il biscegliese è convinto che non si possa trattare di una rapina: «Michele era tramortito sul cofano: sarebbe stato facilissimo rubargli il telefono e il portafogli. Erano in otto: avrebbero potuto immobilizzarci e derubarci in pochissimi secondi e invece hanno massacrato di botte i miei amici senza alcuna ragione. Quando ci hanno avvicinati eravamo appena usciti da un locale. Michele e Marcello commentavano la serata. Quando se ne sono andati lasciando i miei amici nel sangue, nessuno si è preoccupato di chiamare i soccorsi. Se avessero picchiato anche me, probabilmente saremmo ancora lì, a terra».

L’ennesimo episodio di omofobia, peraltro avvenuto nella capitale economica del paese, lascia esterrefatti, specie se si considera che nessuno è intervenuto per aiutare i tre ragazzi aggrediti. Picchiare, nel 2017, è da cretini; farlo adducendo motivi di orientamento sessuale un reato. Che andrebbe punito. La segreteria nazionale di Arcigay è riunita con un punto all’ordine del giorno su quest’ennesima, triste vicenda.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Cronaca // Scritto da Vito Troilo // 25 gennaio 2017