Acque reflue in agricoltura e condotta sottomarina: tavolo tecnico al via il 16 giugno

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 10 giugno 2016

Acque reflue in agricoltura e condotta sottomarina: tavolo tecnico al via il 16 giugno


giovanni giannini francesco spina gianni porcelli tn__MG_5583 tn__MG_5570L’incontro organizzato da ARCA Fruit (l’OP biscegliese che riunisce 200 produttori agricoli in un’unica compagine organizzativa) il 9 giugno a Palazzo Tupputi è servito, più che ad illustrare una possibilità – quella del riutilizzo delle acque reflue e dei fanghi di depurazione in agricoltura – un risultato: Bisceglie presto riutilizzerà le acque provenienti dagli scarichi di fogna, opportunamente affinate, per usi irrigui.

Un risultato da decenni atteso dall’intero comparto agricolo, che vive oggi nell’impossibilità di progettare il proprio futuro, in virtù del progressivo arretrarsi e della crescente salinizzazione delle falde da cui l’agricoltura attinge la sua risorse vitale: l’acqua. Gli oltre 5000 ettari di coltivazioni locali – vigne, ciliegieti e ultiveti intensiti e tutti irrigui – potrebbero a breve ritrovarsi ad un passo dal collasso, pur vivendo il paradosso di due canali di acque reflue – quello di Terlizzi e quello di Corato – che, per raggiungere il mare, attraversono buona parte delle coltivazioni. «Uno scempio ambientale – lo hanno definito il direttore tecnico di Arca Fruit e direttore del GAL Ponte Lama Gianni Porcelli e il  consigliere delegato all’agricoltura Enzo Di Pierro – che potrebbe trasformarsi in risorsa, garantendo risparmi anche agli agricoltori».

La Regione Puglia, anche per raggiungere gli obiettivi ambientali imposti dall’Unione Europea, ha già detto si al progetto presentato da Bisceglie (uno dei 56 progetti giunti alle scrivanie dei responsabili per le Risorse Idriche della Regione Puglia), in risposta al bando per il finanziamento e l’attivazione di sistemi di recupero e il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue urbane depurate, lanciato ad aprile e rivolto a Comuni, Province, Città Metropolitana, Consorzi di Bonifica, Arif e Enti Parco. Pertanto già dal 16 giugno avvierà un tavolo tecnico per discutere dei passi da compiere: prima l’adozione di moduli di affinamento nell’impianto di depurazione esistente, poi la selezione di tutti gli utilizzatori finali e l’avvio delle procedure per la realizzazione del sistema. Entro la stessa data il Comune dovrà anche raccogliere le adesioni e fornire l’elenco degli imprenditori agricoli che intendono aderire alla sperimentazione a costo zero.

I VANTAGGI

«Le parole chiave sono cinque – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia Giovanni Giannini durante l’incontro – sono ambiente, paesaggio, agricoltura, acqua, economia, perché gli interventi consentiranno un risparmio di risorsa idrica pregiata, un risparmio per i cittadini che utilizzano acqua in agricoltura (oggi spendono da 50 a 70 centesimi al metro cubo, mentre le acque reflue depurate costerebbero 0,18 cent al metro cubo), un risparmio per la Regione Puglia e per i comuni, grazie alla possibilità di riutilizzo civile dell’acqua reflua ( irrigazione aree verdi comunali), e industriale (raffreddamento degli impianti), oltre alla riduzione dell’emungimento dalla falda (minor prelievo dai pozzi), una riduzione degli effetti della salinizzazione, un miglioramento della qualità delle coltivazioni, in caso di utilizzo di fanghi al posto dei prodotti chimici, un aumento della rigogliosità dei campi». In termini economici, in Puglia, i soli agricoltori risparmierebbero 7 milioni di euro con gli impianti a regime, con immediate ricadute su tutta l’economia locale.

Il riutilizzo dei fanghi, consentirebbe alla Regione Puglia anche di completare il ciclo dei rifiuti ed evitare, ogni ano, una spesa di oltre 20 milioni di euro di soli “viaggi” al nord, finalizzati al trattamento.

I DUBBI

A sollevare non uno ma più dubbi rispetto all’intervento, è stato il pubblico, composto più da cittadini attivi (Legambiente, Cittadini a 5 Stelle e altri ambientalisti) che da agricoltori. Assenti i coltivatori diretti e i braccianti. Tra le questioni poste all’attenzione dei tecnici della Regione Puglia, del sindaco e dell’assessore, quelle relative alla compatibilità dei nuovi impianti per il riuso dei reflui con la condotta sottomarina di prossima realizzazione e quelle sull’effettivo futuro dei nuovi impianti, a fronte di impianti di affinamento come quello di Molfetta (costato 7 miliardi di vecchie lire), quello di Ruvo – Terlizzi e quello di Barletta (costato 7 milioni di euro) realizzati, mai entrati in funzione e impossibili da rimettere in funzione.

LE PROPOSTE

Ben accolta dall’assessore Giannelli, la proposta del direttore del GAL Gianni Porcelli, che ha chiesto alla Regione di condividere il tavolo con i responsabili dei fondi FESR e gli agricoltori, affinché, oltre ai fondi regionali, anche quelli previsti dalla Misura 4.3 del nuovo PSR Puglia, oltre ad un contributo economico che ciascun agricoltore aderente potrà versare per moltiplicare gli effetti sul territorio del progetto.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 10 giugno 2016