A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA DEL PROF. MARIO COSMAI

Cultura // Scritto da Mimi Capurso // 30 gennaio 2013

A 10 ANNI DALLA SCOMPARSA DEL PROF. MARIO COSMAI


Mario Cosmai

Il prof. Mario Cosmai in una foto d’epoca

«In questo decimo anno dalla sua scomparsa(settembre 1926-dicembre 2002), sento il desiderio di ricordare mio marito, Mario Cosmai, dopo averlo sognato per l’ennesima volta in questi lunghissimi anni. Lunghissimi e al tempo stesso pochissimi, in quanto il suo ricordo è ancora vivo. Perdere una persona cara la cui vita è stata piena di interessi non è poca cosa. Lo rivedo nel suo studio, seduto alla scrivania già a prima mattina tutto intento a scrivere. Poi, verso tardi la pausa del cappuccino a letto: il suo buongiorno a me che magari dormivo a ancora. Dopo di che, il ritorno a quelle che erano le sua occupazioni più ama: la ricerca, la scrittura, gli articoli, i libri. Ma il suo lavoro era tutt’altro che tranquillo. Basterebbe sfogliare le raccolte dei giornali locali( “il biscegliese in primis”) degli ultimi decenni per rendersi conto della virulenza di certe battaglie culturali, della diatriba sulle origini storiche di Bisceglie, alla ventilata distruzione del “Teatro Garibaldi”, all’etimologia del nome del paese, e così via. Mario ha sempre preso posizione, con forza e tenacia, in  ognuna di queste controversie, opponendo le ragioni dello storico, basate sulla lettura delle antiche fonti documentarie, a opinioni e atteggiamenti di gran lunga meno rigorosi, quando non addirittura di comodo. Mario Cosmai è stato al tempo stesso un antesignano e protagonista di un cinquantennio di vita culturale, con formazione a ventaglio che gli permetteva di toccare i temi più disparati, dalla storia alla linguistica, dalla toponomastica all’enigmistica, con un intento di divulgazione al quale non è mai venuto meno. Mario ha lottato finché ne ha avuto la capacità, spesso rammaricandosi per l’ingenerosità di certe polemiche, di certe esclusioni, di certa indifferenza ostentata per il suo lavoro. Quanta amarezza, ma anche quante sincere amicizie e quante sincere amicizie e quanti attestati di stima da studiosi non solo biscegliesi, ma di levatura nazionale, primo fra tutti lo scrittore Umberto Eco, ma anche tanti altri grandi intellettuali di cui conservo ancora le lettere di apprezzamento. Ricordo il via vai a casa nostra di giovani studenti che si servivano della ricchezza dei suoi studi e della sua disponibilità, e che spesso attingevano a piene mani ai suoi libri per le loro ricerche. Esattamente quello che succede ancora ai giorni nostri. Ma era proprio questo che voleva Mario Cosmai: che i suoi scritti servissero ai giovani  e a chi ne aveva bisogno per far finalmente compiere a Bisceglie quel  necessario salto di qualità nella consapevolezza delle sue origini. A dieci anni dalla sua scomparsa, nonostante diverse iniziative isolate a lui dedicate sembrerebbe giusto che Bisceglie gli rendesse ufficialmente omaggio e gli esprimesse gratitudine per il suo enorme contributo all’edificazione culturale della nostra cittadina. Così che la sua memoria non possa cadere nell’oblio, anche se i suoi scritti sono cimeli che lo ricorderanno per sempre. Termino qui questo mio ricordo con una massima di Cicerone che Mario aveva fatta sua: “La morte è terribile per quelli che con la vita perdono tutto, non quelli la cui lode non potrà mai morire”».

( Vittoria Magarelli Cosmai). A cura di Mimì Capurso




Cultura // Scritto da Mimi Capurso // 30 gennaio 2013
  • Giuliano

    E’ stato un personaggio che ha dato lustro alla cittadinanza spero che venga ricordato in modo più concreto. Grazie